La squadra vincitrice degli ultimi 7 scudetti del campionato italiano di basket rischia di non potersi iscrivere al prossimo campionato di Lega A. La Mens Sana Basket è stata infatti posta in liquidazione lo scorso 21 febbraio: l’assemblea dei soci non ha approvato il bilancio chiuso al 30 giugno 2013 poiché è stata rilevata una perdita pari a 5,4 milioni di euro. Il consiglio d’amministrazione della società (per l’87% in mano alla Polisportiva Mens Sana 1871 e per l’11% alla Fises) è decaduto ed è stato nominato un liquidatore: a traghettare la società per i prossimi mesi sarà Egidio Bianchi, ds della Virtus Siena (squadra di serie C regionale) e membro della deputazione amministratrice della Fondazione Mps. La corsa contro il tempo è iniziata: “La soluzione e le risorse – taglia corto l’assessore comunale allo sport Leonardo Tafani – devono essere messe in campo prima della fine della stagione: chi ha idee o progetti veri alzi la mano”. I conti della Mens Sana erano finiti nell’occhio del ciclone già nel 2013 a seguito dell’indagine delle Fiamme Gialle sulla gestione del trattamento economico dei giocatori. Le difficoltà della Mens Sana sembrerebbero legate a aspetti economici e non finanziari: “Nessun debito nei confronti di banche o fornitori – precisano dalla società al fattoquotidiano.it – e nessun decreto ingiuntivo notificato”.

Nei giorni scorsi la Mens Sana ha anche ricevuto la visita della Comtec, la commissione che verifica l’equilibrio economico-finanziario delle squadre ha rilevato la regolarità di tutti gli adempimenti richiesti fino a oggi, “compresi contributi e stipendi”. La crisi della società sarebbe da imputare soprattutto al progressivo disimpegno del Monte dei Paschi, sponsor principale dal 2000 a oggi: un binomio che ha permesso di raggiungere importanti traguardi. Le difficoltà del gruppo Mps hanno avuto conseguenze importanti sulla palla a spicchi senese: “La banca ha avuto un atteggiamento tipico di chi ha paura: i suoi esponenti si sono chiusi e irrigiditi nel perimetro di piazza Salimbeni” ha dichiarato il presidente della Mens Sana Piero Ricci. “La crisi mondiale che ha coinvolto l’economia non era prevedibile – sottolinea la società in un comunicato – e di conseguenza non era prevedibile il verificarsi di un cambiamento così improvviso dei rapporti tra Banca e Mens Sana Basket”. Il contratto di sponsorizzazione scadrà il prossimo giugno e le strade molto probabilmente si divideranno.

Negli ultimi anni Siena è stata la capitale del basket italiano e assoluta protagonista in Europa: i tifosi senesi (4mila gli abbonati) adesso temono di piombare in un incubo. Cosa accadrà alla pallacanestro locale? “E’ ancora presto per fare valutazioni sul futuro della società – ha dichiarato il liquidatore – La questione è assai complicata”. L’obiettivo prioritario resta l’iscrizione al prossimo campionato. La strada appare però in salita: l’articolo 130 del regolamento della Federazione Italiana Pallacanestro prevede infatti che a seguito della messa in liquidazione si arrivi alla revoca dell’affiliazione. Nei giorni scorsi è stato lo stesso presidente della Fip Gianni Petrucci a ribadire che tale regola non può essere affatto derogata e che non saranno concesse scorciatoie. Tafani evidenzia la posizione “fin troppo rigida” della Fip ma chiede, nel rispetto delle regole, che non venga preclusa alcuna strada “per salvare la pallacanestro professionista a Siena”. La partita decisiva per il futuro della Mens Sana si giocherà fuori dal parquet.

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