Ho appena terminato di vedere la registrazione dell’incontro fra il Primo ministro incaricato, Matteo Renzi, e il capo e fondatore del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo.

Avevo apprezzato l’idea di Grillo di prendere parte a questo incontro, nonostante fosse dell’idea che il M5S non dovesse nemmeno presentarsi. Tuttavia, per poche centinaia di voti (20.843 contro 20.397) gli iscritti avevano deciso perché il M5S partecipasse alle consultazioni. E Grillo, da bravo capo democratico, si era piegato alla volontà della maggioranza della sua base.

Non mi aspettavo però che Grillo partecipasse al fine di impedire il confronto.

Oggi sono in molti a criticare l’atteggiamento di Grillo, sia all’interno che all’esterno del M5S. Io voglio invece ringraziare Grillo perché comportandosi come si è comportato ha reso a Renzi un servizio incredibile sotto il profilo della comunicazione politica. Qualcosa di enorme, equivalente a un voto di fiducia in Parlamento. Qualcosa che nessun ufficio stampa del Pd avrebbe mai potuto nemmeno aspirare a creare. E credetemi: Renzi ne aveva davvero un bisogno estremo, era al suo punto di popolarità più basso, anche all’interno del Pd, non solo nel Paese. Grillo è stato magnifico nel farlo rimbalzare verso l’alto e dare agli italiani le dimensioni della differenza fra un leader politico che se ne fotte del mandato dei suoi iscritti pur di far prevaricare la propria convinzione, e un leader politico che cerca di rappresentare al meglio quel mandato.

Grazie, Beppe.

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