Sì senza Vendola“. Il primo giorno di consultazioni del nuovo premier incaricato Matteo Renzi si concludono con una mezza apertura dal leader del Nuovo centrodestra e una lista di nodi da sciogliere. Nelle prossime ore però, potrebbe già esserci un incontro di maggioranza per discutere il programma. Sel e Lega Nord non ci stanno, mentre Scelta Civica ha detto ci sarà “con tutto il suo impegno”. Ora è il turno di Forza Italia, guidata dal pregiudicato Silvio Berlusconi, e a sorpresa del Movimento 5 Stelle. Dopo una giornata di discussioni interne al gruppo infatti, a scegliere è stata la rete con un referendum online. “Per noi è una farsa”, avevano scritto sul blog i leader Grillo e Casaleggio, “ma ci sembra opportuno chiedere a voi”. E così è stato: 20.843 iscritti hanno chiesto l’incontro con Renzi (20.397 i contrari). Grillo ha dovuto lasciare la platea di Sanremo nel bel mezzo della serata: domani sarà con i capigruppo, in streaming, a Roma per vedere il premier.

A microfoni accessi intanto, il leader Angelino Alfano ancora sembra dettare la linea del governo: “No a un governo di sinistra o di centrosinistra, noi volgiamo che nasca con la stessa maggioranza che ha sostenuto il governo di Enrico Letta, se si allarga a sinistra per noi non va bene. E’ emerso chiaramente che Vendola non c’è, il primo scoglio è superato, però se si farà la patrimoniale ad esempio noi non ci stiamo”. Elenca le condizioni, ma in privato, secondo numerose indiscrezioni, è di altra opinione. Stanno infatti cadendo molti dei paletti che frenavano l’accordo: il leader Pd sarebbe pronto a confermare la presenza di Angelino Alfano, Maurizio Lupi e Beatrice Lorenzin al governo. Alfano dovrebbe invece rinunciare alla carica di vicepremier, figura che il leader Pd in generale non ama, ma restare al Viminale. Così come il presidente del consiglio incaricato avrebbe garantito Ncd sul fatto che non ci saranno due maggioranze, quella con Fi per le riforme e quella con Ncd per il governo. Non che Renzi abbia nessuna intenzione di rallentare sull’approvazione della legge elettorale. Ma alcune piccole correzioni, magari sui collegi multipli e sull’entrata in vigore della legge solo dopo un tempo stabilito, sarebbero possibili nel passaggio della riforma al Senato in parallelo alle modifiche su Palazzo Madama.

La tabella di marcia del sindaco di Firenze non intende aspettare chi vuole pestare i piedi, ma tra le parole e i fatti le difficoltà sono tante. I colloqui a Montecitorio sono durati tutta la giornata. “Il governo sarà pronto entro fine settimana”, aveva assicurato a inizio giornata Graziano Delrio, braccio destro del premier incaricato Matteo Renzi. “Il lavoro procede bene, siamo tranquilli”. Anche se la responsabilità, i due sindaci all’improvviso alla guida della politica nazionale, la sentono tutta. “Speriamo davvero”, avrebbero detto ai loro, “che sia la scelta giusta”. Ma ormai il salto nel vuoto è stato fatto, e i dubbi tocca lasciarli alle spalle. L’intento è quello di chiudere il governo entro la fine della settimana, sia per quanto riguarda il programma che la lista dei ministri. Oggi il primo incontro con le varie forze politiche. Guerra totale con la Lega Nord: “Siamo venuti qui”, ha detto il segretario Salvini, “per fare le nostre proposte, ma non concordiamo su nulla”. Poi è stata la volta di Sinistra ecologia e libertà: “La nostra sarà un opposizione non faziosa. Valuteremo i singoli provvedimenti”. Disposta a impegnarsi invece è Scelta Civica: “Speriamo in una legislatura costituente. Noi ci siamo”. Mancano all’appello, tra gli altri, Forza Italia e il Movimento 5 Stelle. I primi faranno il loro ingresso a Montecitorio mercoledì mattina, guidati naturalmente dal pregiudicato Silvio Berlusconi (che già nei giorni scorsi ha incontrato Napolitano). Un incontro che dovrà in qualche modo ribadire l’accordo sulla riforma elettorale e sciogliere gli ostacoli nati con le ultime decisioni di Renzi. Ma non solo Berlusconi. A incontrare il sindaco di Firenze ci saranno anche i grillini, così come ha deciso la rete: Beppe Grillo e i capigruppo D’Incà e Santangelo vedranno il premier e chiederanno che la riunione sia trasmessa in streaming. Il risultato del sondaggio online arriva dopo un pomeriggio di discussioni: prima i parlamentari si sono riuniti in un’assemblea congiunta d’emergenza per valutare le mosse, poi sono stati scavalcati in corsa da un sondaggio online lanciato dai leader Grillo e Casaleggio: “Per noi è una farsa, ma decida la rete”. 

Tavolo di maggioranza sul programma, probabilmente alla presenza del solo Graziano Delrio, e una lista di ministri ancora da chiudere. Renzi chiede di andare avanti spediti. Resta ancora il nodo del dicastero dell’Economia, tra i più importanti e quello che dovrebbe dare credibilità a tutto il governo. Finora ci sono stati il ‘no’ secco di Romano Prodi e il rifiuto dell’amministratore delegato di Luxottica Andrea Guerra allo Sviluppo economico e il niet del patron di Diesel Renzo Rosso. Anche Enrico Letta, già sondato da ambienti vicini al Colle prima delle dimissioni del 14 febbraio, non ha alcuna intenzione di tornare sui suoi passi accettando un superministero che accorpi il Tesoro agli Affari europei: “Se sono inadatto a guidare il governo, perché dovrei esserlo in un altro ruolo?”, avrebbe detto l’ex premier agli ambasciatori del Colle. Fuori corsa anche Fabrizio Barca che, durante una telefonata con un finto Vendola registrata dai giornalisti de ‘La Zanzara’, ha spiegato di aver ricevuto pressioni dal patron di Repubblica Carlo De Benedetti, ma di aver subito opposto un secco diniego. E allora chi andrà a ricoprire quell’incarico? Sicuramente qualcuno che sia in grado di trattare con l’Europa visto che, a livello internazionale, Matteo Renzi non è abbastanza o per nulla conosciuto (il New York Times lo ha definito il “sindaco di Napoli”, ndr). Dal Colle arriva l’indicazione dell’ex Bce Lucrezia Reichlin che però a L’Unità ha dichiarato: “Non condivido quel poco che ho letto del piano di Renzi”. Tra i tecnici, prende quota il nome dell’ex rettore della Bocconi Guido Tabellini; non si esclude neppure il neo direttore dell’Istat Pier Carlo Padoan. No comment invece dal presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo a cui Renzi avrebbe chiesto, secondo Il Corriere, di usare la propria moral suasion con gli arabi nell’affaire Alitalia. C’e poi chi accredita la possibilità che Mario Draghi spinga per la riconferma dell’attuale ministro di via XX Settembre Fabrizio Saccomanni e chi ipotizza nomi più fantasiosi come quello della senatrice di Scelta civica Linda Lanzillotta.

LA CRONACA ORA PER ORA 

22.30 – La rete chiede a M5s di andare alle consultazioni
“La consultazione si è conclusa con 41.240 votanti su 85.408 aventi diritto I favorevoli all’incontro con Renzi sono stati 20.843, i contrari 20.397 Domani una delegazione composta da Beppe Grillo e i capigruppo di Camera e Senato, D’Incà e Santangelo, incontrerà Renzi. Sarà chiesto lo streaming dell’incontro”. 

20.46 – Renzi lascia Montecitorio e va in via del Nazareno
Dopo l’ultima consultazione della giornata, quella con il leader Ncd Angelino Alfano, il presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi ha lasciato Montecitorio. Ai giornalisti che lo attendendevano si è limitato a riservare un rapido saluto, per poi incamminarsi verso la sede del Pd al Nazareno.

20.28 – Alfano: “Domani vertice di maggioranza”
Abbiamo chiesto e ottenuto che domani pomeriggio si riuniscano” le forze di maggioranza “per vedere se vi è compatibilità tra programmi. Se c’è questa compatibilità si può immaginare un Governo, se non c’è lo spiegheremo agli italiani”. Così il leader del Ncd Angelino Alfano al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, a Montecitorio.

20.16 – Alfano: “Se ci sarà la patrimoniale non ci stiamo”
“Se ci sarà la patrimoniale, noi non ci stiamo”. Lo ha detto il leader di Ncd, Angelino Alfano, al termine delle consultazioni a Montecitorio con il premier incaricato Matteo Renzi.

20.13 – Alfano: “Senza Vendola per noi va bene”
“No a un governo di sinistra o di centrosinistra, noi volgiamo che nasca con la stessa maggioranza che ha sostenuto il governo di Enrico Letta se si allarga a sinistra per noi non va bene. E’ emerso chiaramente che Vendola non c’è’, il primo scoglio è superato”. Così Alfano al termine dell’incontro con Renzi. “Noi vogliamo realizzare il governo più riformatore, più rivoluzionario della storia recente perchè abbiamo un desiderio grande. In questi 70 minuti abbiamo lavorato per realizzare i capitoli più importanti della rivoluzione liberale che in passato il centrodestra ha promesso ma non realizzato: fisco, lavoro, giustizia”.

19.09 – Alfano incontra Renzi

18.20 – Sel incontra il premier: “Indisponibili a un esecutivo di compromesso”
“Abbiamo ascoltato la sua agenda”, ha commentato Niki Vendola, “sono titoli condivisibili, il problema è il contenuto. Abbiamo parlato di lavoro e richiesto che il piano futuro tenga conto dei lavoratori. Abbiamo bisogno del rilancio di un altro welfare ambientale. Siamo di fronte ad un Paese malato che ha bisogno di una terapia d’urto”. Tra i problemi posti anche quello degli F35: “Abbiamo chiesto di disinvestire negli armamenti e investire in scuola e università. Implementazione del diritto allo studio, per ragioni legate alla crescita dell’area della povertà. Abbiamo parlato poi del sud, per anni offeso e dimenticato. E infine ci siamo intrattenuti con Renzi discutendo di diritti”. In merito al sostegno del governo: “Noi valuteremo i singoli provvedimenti. Non sarà, e non lo è mai stata, un’opposizione faziosa e cieca. “Siamo indisponibili a partecipare o a contribuire alla nascita di un esecutivo che si fonda sul compromesso tra una parte del centrosinistra e del centrodestra”.

18.07 – Berlusconi annuncia che guiderà la delegazione di Forza Italia domani mattina
Domani, alle 10.30, nella Sala del Cavaliere di Montecitorio, il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, incontrerà il presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi. Ad accompagnarlo i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. L’annuncio è comparso sulla pagina facebook del Cavaliere.  

17.30 – Colloquio a sorpresa tra Renzi e Cuperlo
Fuori programma a Montecitorio per le consultazioni del presidente del Consiglio incaricato. Alle 17:30 nella sala del Cavaliere è entrato Gianni Cuperlo, che si è intrattenuto a colloquio con Renzi per una mezz’ora. 

16.26 – Scelta civica incontra Renzi: “Noi ci siamo con tutto il nostro impegno”
“Per noi la condizione di partecipazione a questo governo è che si proceda a una condivisione immediata delle priorità tematiche per il Paese e quindi a un patto di coalizione: tutto questo dovrà avvenire nei prossimi giorni”, ha commentato il segretario politico di Scelta civica, Stefania Giannini, al termine delle consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, a Montecitorio. “Sembra che le nostre priorità coincidano con quelle del presidente in carica”, ha aggiunto Giannini. “Noi crediamo che questo patrimonio di entusiasmo debba essere rafforzato da forze politiche che ci mettono la faccia: se le condizioni sono queste ci saremo con tutto il nostro impegno”, ha concluso.

15.52 – No della Lega Nord: “Posizioni diverse”
Il presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi sta incontrando a Montecitorio la delegazione della Lega. A colloquio si sono presentati il leader del Carroccio Matteo Salvini, i capigruppo di Camera e Senato, il governatore del Veneto Luca Zaia, il presidente della provincia di Sondrio e un sindaco leghista. Nessuna possibilità di un sostegno al nuovo governo. “Non ci abbiamo mai pensato, ma siamo venuti qui a portare le nostre proposte”, ha detto il segretario appena uscito dall’incontro, “volevamo portare la voce dei territori e i temi di confronto sono stati numerosi. Partendo dall’Europa e dall’euro. Renzi ci ha detto che la sua posizione è totalmente diversa dalla nostra. Ci rammarica perché Bruxelles non capisce le mediazioni, ma solo le voci forti. Noi proporremo la riforma del titolo V, noi sfidiamo la maggioranza a proseguire con l’autonomia dei territori. Se le risposte sono quelle ricevute oggi, credo che la Lega ne farà delle belle”. Inoltre, Salvini si è soffermato sulla richiesta di esenzione fiscale per le zone colpite da alluvione e terremoti. “Li abbiamo sfidati sul fronte del federalismo. E abbiamo capito di essere soli nella battaglia contro l’Europa”.

Video di Manolo Lanaro

15.28 – Grillo e Casaleggio: “Consultazioni farsa, ma decida la rete”
“L’assemblea dei portavoce del Movimento 5 Stelle in Parlamento sta discutendo se andare da Renzie per le consultazioni. Ci sono posizioni differenti. Noi crediamo che non sia opportuno andare per non partecipare a una farsa. Comunque ci sembra corretto che su questa decisione si pronuncino gli iscritti attraverso la Rete.” Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio lanciano dal blog un sondaggio tra gli iscritti al M5S per decidere se partecipare alle consultazioni con Matteo Renzi. Si vota dalle 15.30 alle 22. “Sondaggio online”, ha commentato su Twitter Lorenzo Battista, uno dei senatori più critici, “a nostra insaputa, per decidere se partecipare alle consultazioni con Renzi. Sono d’accordo per far votare gli iscritti”. L’assemblea congiunta è stata sospesa.

15.16 – Renzi: “Le consultazioni? Tutto bene”
“Tutto bene, grazie”. Matteo Renzi ha risposto così, arrivando alla Camera per il secondo giro di consultazioni di oggi, ai cronisti che gli chiedevano come stanno andando le consultazioni.  

13.40 – Le consultazioni riprenderanno alle 15

13.30 – Il Movimento 5 stelle riunito in congiunta
Il gruppo di parlamentari grillini si è riunito per decidere se incontrare con una delegazione il premier incaricato Matteo Renzi. Venerdì scorso c’era stata la riunione per valutare l’incontro al Quirinale con Napolitano e in quel caso si era deciso di disertare la consultazione. “Il Pd che sfiducia il Pd per mettere uno del Pd. Per voi ha senso andare alle #consultazioni con #Renzi?”. Lo chiede, su Twitter, il deputato 5 stelle Nicola Bianchi.

13.20 – Mauro (Udc): “Ok a Renzi, ma a due condizioni”
“Abbiamo espresso al presidente incaricato la nostra disponibilità a concorrere alla formazione del governo a precise condizioni. Primo, che ci sia un orizzonte di legislatura e sia concentrato sulle priorità del lavoro, delle famiglie e delle imprese. Secondo, che la legge lettorale sia logicamente e temporalmente connessa alla riforma istituzionale che superi il bicameralismo”. Così Mario Mauro al termine delle consultazioni alla Camera con il premier incaricato Matteo Renzi. Della delegazione di Per l’Italia e Udc facevano parte anche Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Dellai.

12.48 – Ferrara (Gal): “Valuteremo il programma di Renzi” 
Il gruppo Grandi autonomie e libertà ha al suo interno una certa dialettica, sarà sviluppata con attenzione nei prossimi giorni, una volta letto il programma e sentita l’illustrazione che il governo farà nelle Aule del Parlamento”. Così il senatore Mario Ferrara, presidente del gruppo Grandi autonomie e libertà di Palazzo Madama

12.36 – Montezemolo: “Io ministro dell’Economia? No comment”
“Non voglio dare nessuna risposta,non ho nessun commento da fare se non dire: viva la Ferrari, se non dire che siamo orgogliosi di essere rappresentanti del Made in Italy. Così il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, ha replicato a chi gli chiedeva se avesse parlato con il premier incaricato, Matteo Renzi, per un eventuale ingresso nella compagine governativa. “Siamo consapevoli – ha aggiunto a margine della presentazione del museo Enzo Ferrari – del nostro ruolo come azienda e di cosa rappresentiamo in giro per il mondo”.

12.34 – Saccomanni: “Nessun contatto per l’Economia, nel caso rifletterò”
“Non sono stato contattato da nessuno e se mi contatteranno ci rifletterò”. Così il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, risponde a chi gli chiede un commento sulle indiscrezioni che lo danno nel toto ministri con una riconferma al Tesoro.

11.55 – Meloni (Fdi): “Valuteremo nel merito i provvedimenti”
“Valuteremo nel merito i provvedimenti. Alcune questioni hanno la nostra netta opposizione, su altre si può discutere”. Così Giorgia Meloni, di Fratelli d’Italia

11.31 – Senato: lavori Aula sospesi, attive solo commissioni
I lavori dell’Aula del Senato sono sospesi fino a domani. La Conferenza dei capigruppo, secondo quanto rende noto Vincenzo Santangelo (M5S), ha accolto così le richieste di M5S e Lega che volevano una sospensione dei lavori per la crisi di governo. Il voto finale sul Dl carceri è fissato domani alle 14. Restano operative invece le commissioni.

11.27 – Incontro tra Renzi e la delegazione di Fdi composta da La Russa, Crosetto e Meloni

11.08 – Brunetta: “Le pressioni fanno parte del gioco”
Come commenta la vicenda dello scherzo telefonico con Barca che ha parlato di pressioni di De Benedetti? “Gli amici della ‘Zanzarà di solito sono sempre molto seri, meno seri sono gli altri protagonisti che cadono nelle trappole molto serie della Zanzara“. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a 24 Mattino, su Radio 24. Crede che De Benedetti possa fare pressioni per mettere un ministro dell’Economia una persona di suo gradimento? “In politica mi sono abituato a credere a tutto”.

11.06 – Rosso (Diesel): “Non farò il ministro”
Di fare il ministro “me l’hanno chiesto” e non solo Renzi – “anche i precedenti mi hanno chiesto di partecipare alla vita politica” – ma Renzo Rosso, patron della Diesel, crede che la politica “non faccia parte della mia mentalità. E’ un sistema dove devi lavorare con una marea di burocrati. Io sono abituato a fare”. Rosso, intervistato da “Il Giornale di Vicenza“, dice no all’ipotesi ministro: “La mia vita sarebbe finita. Non ho guardia del corpo, ho famiglia e soprattutto ho le mie idee, la mia visione pulita, contro la corruzione. Mi farebbero secco il giorno dopo”.

11.05 – Renzi incontra la delegazione del Psi con il segretario Nencini e Di Lello

10.51 – Renzi incontra delegazione delle minoranze linguistiche

10.36 – Renzi incontra delegazione Maie presieduta da Franco Bruno

10.15 – Renzi arriva alla Camera per le consultazioni – Il premier incaricato Matteo Renzi è arrivato alla Camera per le consultazioni in vista della formazione del nuovo governo. Il segretario del Pd è arrivato a piedi, da solo, e una volta varcato uno dei portoni laterali di Montecitorio è stato scortato dai commessi ai quali ha chiesto più volte informazioni su dove dovesse andare. Piccolo intermezzo anche con i cronisti, dai quali si è fatto accompagnare in ascensore: “Very dangerous”, ha commentato riferendosi ai giornalisti.

9.52 – Legge elettorale, riforma torna in aula alla Camera prossima settimana
Slitterà ancora l’esame in aula alla Camera della riforma della legge elettorale. L’Italicum, dopo la discussione generale, doveva tornare in Assemblea oggi pomeriggio, ma a causa della crisi di governo, il provvedimento riprenderà il suo iter probabilmente la prossima settimana, quando il governo di Matteo Renzi avrà superato la prova della fiducia in Parlamento.

9.49 – Financial Times: “Renzi prepara un ambizioso programma di riforme per l’Italia”
E’ il titolo dell’articolo in prima pagina che il ‘Financial Times’ dedica a Matteo Renzi, all’indomani del conferimento dell’incarico di formare il governo. Il segretario del Pd, scrive il quotidiano finanziario britannico, “ha messo a punto un ambizioso programma di riforme per i suoi primi 100 giorni in carica, mentre cerca di formare il prossimo governo di coalizione”. Oltre a definirlo un “abile comunicatore” che “ha indossato il mantello di politico più popolare in Italia”, il giornale ricorda che Renzi “ha architettato la caduta di Enrico Letta come primo ministro in un voto di partito, la scorsa settimana”. “Ma solo una ristretta maggioranza di italiani – si legge ancora – crede che riuscirà con le sue riforme e quasi due terzi non sono d’accordo con il modo in cui ha cacciato Letta, invece di candidarsi alle elezioni, come più volte promesso”.

9.07 – Fassina: “Abbiamo proposte, non ci chiedano di tacere”
Una carta d’intenti della minoranza dem, che non rappresenta una sfida a Matteo Renzi ma, “se di sfida si tratta, è per le riforme”. A metterla a punto è l’ex viceministro dell’Economia Stefano Fassina, che in un’intervista a Repubblica sottolinea: “Non ci chiedano di tacere. Se l’alternativa è stare qui ed alzare le mani fino alle prossime primarie, lo dicano. Noi vogliamo contribuire a dare risposte. Se poi non bisogna disturbare il manovratore, basta saperlo così faremo le nostre valutazioni”.

8.53 – Toti: “No fiducia, decideremo legge per legge”
“Rispetteremo alla lettera gli accordi sulle riforme, a cominciare da quello sulla legge elettorale”, e sugli altri provvedimenti “valuteremo di volta in volta. Se saranno realmente utili al Paese daremo il nostro sostegno”. Lo afferma il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, in un’intervista a Repubblica in cui ribadisce il no del partito alla fiducia. “Se Renzi fa tutto quel che ha promesso, a cominciare dalle quattro riforme in quattro mesi, ci spelleremo le mani anche noi, da ora al 2018. Ma se fallirà, se lui e i suoi alleati penseranno di trasformare il patto di legislatura in un’ occupazione delle poltrone per quattro anni, la nostra opposizione sarà molto dura”.