Lo scorso 15 settembre l’appello era arrivato dal Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti: “Chi sa parli. Mio prendo la responsabilità delle indagini. Non fino a quando non avremo scoperto chi lo ha ucciso”. A due mesi da questo impegno potrebbe essere più vicina la verità sull’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre 2010. È stato arrestato nell’aeroporto di Bogotà, in Colombia, Bruno Humberto Damiani, latitante per un mandato di cattura internazionale emesso dal gip del tribunale di Salerno il 26 giugno del 2011.

L’uomo era vicino ad ambienti della criminalità e dello spaccio di droga nel Cilento, ambienti contro i quali era più volte sceso in campo Vassallo, il “sindaco-pescatore“. Damiani era ricercato per due estorsioni effettuate nel 2006, con l’aggravante del metodo mafioso, ai danni del titolare di un locale notturno di Eboli e di una ditta operante nel mercato ittico di Salerno. Ma sul capo di Damiani, conosciuto come “il brasiliano” per le sue origini sudamericane, pende anche un’ordinanza di custodia cautelare emessa il 4 ottobre del 2011 dal gip del tribunale di Salerno, su richiesta della Dda, nell’ambito di una inchiesta sullo spaccio di stupefacenti a Pollica e dintorni.

“Il brasiliano” è stato più volte chiamato in causa proprio in considerazione dell’attività di contrasto allo spaccio di droga che vedeva impegnato il sindaco di Pollica. Le indagini dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Salerno portarono a delineare una serie di contatti di Damiani con i rappresentanti di una famiglia di albergatori della zona cilentana ed alcuni pregiudicati dell’area a nord di Napoli proprio nelle ore precedenti l’omicidio del sindaco di Pollica. Damiani potrebbe quindi fornire importanti elementi sulla vicenda. Sono in corso da parte della Dda le procedure per l’estradizione.

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