In un paese normale Umberto Rapetto non sarebbe stato rimosso dal suo incarico nella Guardia di Finanza. In un paese normale Umberto Rapetto non avrebbe il tempo di insegnare nelle Università di mezzo mondo. In un paese normale Umberto Rapetto avrebbe cose più importanti da fare che scrivere articoli sulla lotta alla criminalità telematica sulle principali testate nazionali. In un paese normale Umberto Rapetto sarebbe conosciuto da tutti i cittadini perché osannato dalla stampa in quanto eroe nazionale.

In un paese normale non si trovano le cimici all’interno delle poltrone nella sala riunione di un Governatore che si batte contro il malaffare “nel corso di una periodica verifica a tutela della privacy e della sicurezza”. Soprattutto se solo due anni prima ne avevano trovate tre nella stessa sala. In un paese normale le forze dell’ordine, i servizi segreti, i nuclei e contro nuclei vigilano e fanno si che le bonifiche siano uno strumento di conferma non di ritrovamento e per tale motivo scelgono i migliori elementi che hanno al loro interno.

In un paese normale Umberto Rapetto sarebbe alla guida del Sisde. In un paese normale le forze politiche che vogliono contrastare il crimine nell’interesse dei cittadini avrebbero proposto Umberto Rapetto come Ministro dell’Interno. In un paese normale i meriti acquisiti sul campo sono la condizione sine qua non per cui una persona acceda ad un incarico. Se Rapetto, per meriti acquisiti, oggi è docente, Alfano che meriti ha acquisito per sedere oggi sulla poltrona del Ministero dell’Interno?

 

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