Alitalia conferma i 1.900 esuberi, previsti dal nuovo piano industriale, ma promette che non vi saranno licenziamenti e le eccedenze di personale verranno gestite con il ricorso ad ammortizzatori sociali. E’ questa la garanzia ottenuta dai rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Ugl nel corso di un lungo incontro che si è svolto con l’azienda che ha segnato l’effettivo avvio del confronto tra le parti, dopo la prima presentazione del piano, avvenuta il 10 dicembre scorso. Nel dettaglio, i 1.900 esuberi comprendono 280 piloti, 350 assistenti di volo, 480 addetti di terra, 190 addetti della manutenzione e 600 tra il personale degli uffici.

Il segretario nazionale della Filt-Cgil Mauro Rossi ha tenuto ad evidenziare la garanzia fornita dall’azienda che non vi saranno licenziamenti. Il percorso, come ha spiegato, prevede ora “un approfondimento settore per settore e la verifica delle ipotesi di ricorso ad ammortizzatori sociali per ogni area. Si analizzerà tutto il ventaglio degli ammortizzatori sociali disponibili. Ma -ha sottolineato- tutto avrà un senso se questo piano, che è un piano di risparmio, sarà legato all’arrivo di un partner che garantisca un futuro produttivo alla compagnia”. Si attendono quindi le prossime mosse di Ethiad, la compagnia di Abu Dhabi candidata a diventare l’alleato forte del gruppo presieduto da Roberto Colaninno, che però prende tempo, chiarendo di non essere intenzionata di fare alleanze almeno fino alla fine del mese.

“Si tratta -ha aggiunto Rossi- di un piano ponte per far sopravvivere l’azienda ma poi Alitalia vive se cambia la sua capacità di fare ricavi”. Come ha aggiunto il segretario della Filt-Cgil, l’ad Gabriele Del Torchio, che mercoledì mattina ha aperto l’incontro con i sindacati, resta ottimista, riferendo che “dicembre-gennaio sono andati un pochino meglio rispetto al budget. Ci sono timidi segnali di ripresa”.

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