Un pasto caldo gratuito offerto a chi ne ha bisogno. A Milano, nei locali della scuola ebraica Merkos, nasce una nuova mensa sociale, unica nel suo genere per il momento in Italia: qui si cucina soltanto secondo le regole della kasherut, ovvero rispettando la dieta alimentare ebraica. L’iniziativa promossa da Merkos, ramo educativo del movimento Chabad Lubavitch, è la prima nel nostro paese, e arriva dopo la lunga esperienza israeliana – l’apertura della prima cucina sociale risale al 1700 – e quelle sperimentate in Brasile e Australia.

Inaugurata il 9 gennaio nella sede di viale delle Forze Armate, la mensa milanese mette a disposizione i pasti che oltre a poter essere ritirati sul luogo, possono essere consegnati a domicilio: i volontari si occupano di recapitare le pietanze d’asporto alle persone in situazioni di disagio. “L’apertura di una Cucina Sociale kosher a Milano, capitale italiana del volontariato, si inserisce perfettamente nel tessuto sociale e culturale di questa città tollerante, aperta, multietnica e multiculturale” ha commentato il direttore dell’istituto, Rav Igal Hazan.

La realizzazione del progetto ha avuto il sostegno di Enel Cuore, onlus che si occupa di assistenza sociale e sociosanitaria rivolta in particolare a bambini, anziani e persone con disabilità. “Da sempre operiamo in un’ottica di collaborazione e dialogo con il territorio – ha aggiunto il direttore – e questa iniziativa, aperta a tutta la cittadinanza, risponde ad un’urgente esigenza sociale dovuta alla pesante congiuntura economica”.

(Foto: Chabad.Italia)

www.puntarellarossa.it

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Uomini ai fornelli: affittasi sexy cuochi a domicilio

prev
Articolo Successivo

Chef Rubio si trasforma in un eroe “all’amatriciana”: dalla tv ai fumetti

next