Magari userò gabbiani
abusandone, forse
o mare
e perché no, onde
e stelle
non temo l’abuso di stelle
o ancora non escludo
di evocare
parole quali
anima
ghiaia
rossore
erba
ombra
notte
luna
nebbia
anche cingolato
cingolato non sarebbe male.
Cucente?
cucente è forte.
Ti osservo in silenzio
sei bella, cucente, concentrata
io che non l’ho mai imparata
quest’arte antica di aghi e di fili
di crune
di diti punti
di gocce di sangue
di madri e di nonne
tu
che ancora nonna e madre non sei
un poco t’invidio
cucente.

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