Sei fastidioso
come un filamento di grasso
di prosciutto crudo
che ti si incastra in mezzo ai denti.
E non ti posso uccidere
perché uccidere è vietato
è peccato.
È peccato grosso
che si va all’Inferno
e con tutta probabilità
all’Inferno ti ci ritroverei
e mi ti dovrei sucare
per l’eternità
mentre che i diavolacci sadici
mi bruciano le chiappe.
Dunque
dovrò far finta
che tu non esista.
Ma non è facile
come col mal di denti
come con l’emorroidi
come con una spina di fico d’india
ficcata sotto l’unghia dell’anulare
come con la goccia
che sgocciola di notte
di là in cucina
e non ti fa dormire.
E allora te la dedico
questa poesia
andando a capo
più che posso
per esorcizzare
con i versi
la maledetta noia
che mi incuti
ad ogni
maledetto
passo.

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