Silvio Berlusconi parla mentre è in corso la conferenza dei capigruppo del Senato. Lui chiede ai senatori di Pd e M5S di rinviare il voto alla luce delle nuove presunte prove che potrebbero ribaltare la sentenza definitiva a 4 anni: “O ve ne pentirete con i vostri figli”. Ma, la riunione dei gruppi di Palazzo Madama conferma il calendario: domani, martedì 26, l’approvazione della legge di Stabilità (con fiducia, come ha annunciato il ministro Dario Franceschini); mercoledì, mercoledì 27, voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. “Il presidente Grasso dice che il calendario è confermato e che il voto si terrà quindi il 27” dicono sia Luigi Zanda (Pd) sia Loredana De Petris (Sel). Ma è proprio la De Petris ad accendere la spia d’allarme. Domattina, infatti, è in programma un’ulteriore riunione della conferenza dei capigruppo per “mettere a punto l’ordine dei lavori della legge di Stabilità”: “Un tentativo – dice la senatrice vendoliana – di fare pressione e di rinviare” il voto sulla decadenza di Berlusconi.

Il Cavaliere ha scritto ai senatori democratici e 5 Stelle: “Non assumetevi una responsabilità che graverebbe per sempre sulla vostra vita e sulle vostre coscienze e di cui in futuro potreste vergognarvi di fronte ai vostri figli, agli elettori e agli italiani”. Quindi i parlamentari decisi a votare a favore della sua espulsione dal Parlamento devono attendere il “nuovo processo“, che peraltro Berlusconi ancora non ha nemmeno chiesto. “Lasciate che si esprima la magistratura in Italia e in Europa prima di assumere una decisione – aggiunge l’ex presidente del Consiglio – In caso contrario vi assumerete una grave responsabilità” e sul Parlamento “ricadrebbe una macchia incancellabile”. 

La spalla Berlusconi la trova. L’alleato dei tempi andati che torna per sostenere un’ultima volta il suo leader: Pierferdinando Casini. Il capo dell’Udc annuncia una pregiudiziale per “congelare” il voto del Senato sulla decadenza. Secondo il centrista si deve aspettare l’ultima pronuncia della Corte di Cassazione sull’interdizione dai pubblici uffici. Il punto è che la legge Severino – secondo la quale si sta procedendo al Senato – si applica dopo una condanna penale definitiva a oltre 2 anni e non in funzione dell’entità di un’interdizione. Ad ogni modo è chiaro che l’iniziativa di Casini diventi un’ultima flebile speranza nello sguardo dei berlusconiani: “Spero vivamente che questo apra degli spiragli e aiuti una riflessione anche all’interno del Pd sulla necessità di non accelerare il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi – dice Sandro Bondi – almeno in attesa della decisione della Cassazione e del pronunciamento della Corte europea dei diritti umani. Sarebbe una decisione saggia e responsabile, di cui l’Italia ha un estremo bisogno”. E non è per niente escluso che al testo che presenterà Casini se ne aggiungano altri di Forza Italia, il cui gruppo al Senato da oggi sarà guidato da Paolo Romani (Anna Maria Bernini vicario). Ma c’è chi non crede alla presa di posizione di Casini: “Gli riconosco il pregio di avere esplicitato sino in fondo come la pensa – spiega Stefania Prestigiacomo – vuole l’eliminazione dalla vita politica di Silvio Berlusconi, ma vuole non metterci la faccia. Casini non vuol pagare il dazio che deriva da scelte miopi e non dettate dal criterio dell’equità. Meglio di chi pensa la stessa cosa ma non ha il coraggio di dirlo”.

Ai Cinque Stelle bastano poche parole, affidate alla capogruppo Paola Taverna: “Non rispondiamo alle provocazioni di Silvio Berlusconi. La sentenza è definitiva e ci apprestiamo ad applicare la legge. Andiamo oltre”. “In virtù della legge Severino – aggiunge – il senatore Berlusconi è decaduto già da 110 giorni. La pregiudiziale di Casini francamente appare tardiva e inopportuna”. Voterà no alla pregiudiziale di Casini anche il Pd che ritiene “che l’aula del Senato debba solo prendere atto di una decisione della Cassazione, come previsto da una legge dello Stato, e non ritiene ci siano motivazioni valide per dover sospendere l’iter parlamentare e non votare la decadenza da senatore di Silvio Berlusconi – afferma la vicecapogruppo Pina Maturani – Per questo voteremo contro la pregiudiziale annunciata dal senatore Casini”. Rafforza questa tesi il responsabile Giustizia del partito Danilo Leva: “La proposta di Casini non sta in piedi perché confonde l’interdizione dai pubblici uffici, una sanzione accessoria di natura penale, con la decadenza, che è la semplice conseguenza dell’incandidabilità prevista dalla legge Severino”.”Non possiamo continuare a cercare sotterfugi – ha aggiunto l’esponente del Pd – che hanno come unico obiettivo quello di dilatare i tempi, ponendo Berlusconi al di sopra delle leggi. Non ci faremo invischiare in questa melina”.

Ma a rispondere a Casini è anche il suo vecchio collega di partito (peraltro sempre rivale soprattutto sulla questione dell’alleanza con Berlusconi) Bruno Tabacci. “La proposta di Pier Ferdinando Casini – dice – mi pare politicamente strumentale. La decadenza è conseguenza della condanna definitiva a quattro anni di carcere per effetto della legge Severino e non della valutazione sulla durata dell’interdizione, che è una pena accessoria. Senza voler invadere il ruolo del presidente del Senato mi sembra che questa proposta sia istituzionalmente inammissibile”.

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