L’ex patron del Motor Show, Alfredo Cazzola, getta la maschera. E nell’ennesimo giorno di tensione a Bologna tra la Fiera e Gl Events sulla kermesse motoristica, annuncia la presentazione del suo “progetto del nuovo Salone internazionale dell’automobile di Milano”. L’appuntamento con la stampa è per venerdì 15 novembre al Circolo della stampa in Corso Venezia, nel capoluogo lombardo.

“A suo tempo lo dissi al Presidente della Fiera di Bologna : è stato azzerato un lavoro di trent’anni”. Ed è per questo, spiega Alfredo Cazzola, che la prossima settimana a Milano presenterà il suo progetto per un nuovo salone internazionale dell’auto a Milano, che scende di nuovo in pista. “Per sei anni, da quando ho venduto Promotor, nessuno mi ha mai cercato. Ma io l’ho sempre detto: se per qualsiasi motivo, di qualsiasi natura, coloro che hanno rilevato la mia attività annullassero la manifestazione, un secondo dopo mi rimetto a farla io”. Di qui la sfida a Gl Events.

E a Bologna, che di fatto, potrebbe perdere in virtù del suo ritorno sul campo dei motori, una delle manifestazioni di punta del suo calendario fieristico. “Non mi sento di tradire nessuno”, mette le mani avanti l’ex patron del Bologna e della Virtus. “Penso di avere fatto molto per questa città come imprenditore e credo di aver fatto sempre molto bene- rivendica- quello che ho fatto l’ho fatto con le mie risorse e le mie idee, senza chiedere niente a nessuno”. Cazzola, che nel 2009 si candidò a sindaco contro Flavio Delbono con una sua lista civica appoggiata dal Pdl, conferma di aver avuto alcuni mesi fa contatti con il presidente della Fiera di Bologna, Duccio Campagnoli. “Ha chiesto cortesemente la mia opinione su come rilanciare il Motor Show, ma era già troppo tardi. Gli ho risposto che è stato azzerato un lavoro di trent’anni. Ma questa è una storia che attiene a Gl e alla Fiera di Bologna, legate da un contratto fino al 2021 che è una catena”, spiega. “Non c’è nessuno che può andare al posto loro e Campagnoli non poteva aspettarselo”, aggiunge. Cazzola assicura, inoltre, che per la sua operazione su Milano non ha nessuna rete di sicurezza. “Non ho nessuna garanzia, solo le mie idee”, afferma.

L’attacco dell’ex patron va al Presidente della Fiera di Bologna: “Campagnoli dovrebbe cercare di capire perché tutta l’industria dell’auto ha deciso di non partecipare al Motor show. Una decisione che arriva da lontano. E poi il rispetto vale per tutti, deve essere biunivoco”. Quanto al suo ritorno, conclude: “Credo che si possa e si debba tentare di fare un progetto innovativo e che possa rispondere alle esigenze del mercato. Nel mondo economico contano i risultati, le chiacchiere stanno a zero“.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Motor Show 2013, è guerra tra fiere di Milano e Bologna: “Governo apra tavolo”

next
Articolo Successivo

Mercato moto, segnali di ripresa dopo quattro anni di contrazione: +28% a marzo

next