Il mondo FQ

Francesco, il papa giusto per onorare don Gallo

Icona dei commenti Commenti
Fra poco saranno cinque mesi dalla scomparsa di don Andrea Gallo, scusate, sento il bisogno di ricordarlo. Papa Francesco rappresenta la rivoluzione del Terzo millennio, quella ventata di aria pura che si porterà via il berlusconismo. Don Gallo, il prete da marciapiede, lo ha contrastato sin dall’inizio con atti d’amore per gli ultimi. Il dibattito è concentrato ancora una volta sulla fine o meno del leader di Forza Italia. Secondo Letta il ventennio si è chiuso con il voto di fiducia, per Alfano no. Attenzione perché il Cavaliere ci ha abituati ai colpi di coda. Quello che sicuramente non è finito è il berlusconismo che ha “schizzato” un po’ tutta la politica, compreso la sinistra, in particolare il Pd.

Il berlusconismo, ovvero la mancata rivoluzione liberale, non si può ridurre alla presenza del Cavaliere, va ben oltre la sua persona, è la trasformazione della democrazia attraverso il consenso ad ogni costo ottenuto a forza di false promesse, dopo aver trasformato la società in un regime mediatico: un uomo solo al comando delle tv, portatore di egoismo sociale. Il berlusconismo rappresenta il fallimento dello Stato: non esiste una nicchia della società dove non vi sia corruzione. Per don Gallo la Chiesa avrebbe dovuto vigilare, stando al servizio degli altri, accogliendo con gioia il confronto e aprendo le braccia a tutti, invece non lo ha fatto anzi è stata collusa. Per questo considero le parole e le prime azioni del Papa una rivoluzione. Dovrebbe essere normale per un prete spogliarsi delle proprie ricchezze per condividerle con i meno fortunati, esattamente quello che ha deciso di fare Francesco con i sopravvissuti di Lampedusa. L’atto ricorda le parole di Gesù: “Sono venuto per servire e non per essere servito”.

Don Gallo per tutta la vita ha servito i poveri e ha lottato contro le ingiustizie sociali, facendo del Concilio Vaticano II la regola della sua missione, credendo nella Teologia della Liberazione contro la “disumanizzazione dell’economia”, subendo la condanna del palazzo invece di riceverne le lodi. Bergoglio, all’inizio del pontificato, ha incontrato il domenicano Gustavo Gutierrez, il padre della Teologia della Liberazione e ha ricordato il sacrificio del vescovo Romero, rendendolo simbolo della Chiesa, sono atti in controtendenza con chi lo ha preceduto.

Riconoscere l’esempio di don Gallo, il suo amore per gli ultimi, incontrando la sua Comunità, San Benedetto al Porto, dopo aver detto: “Basta cristiani da salotto”, significherebbe passare dalle parole ai fatti.

Il Fatto Quotidiano, 9 Ottobre 2013 

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione