Tanti anni fa a Bologna, quando ancora era una città aperta e gaudente, aprì in pieno centro un piccolo negozio che vendeva solo preservativiMini, midi, maxi. Tigrati, zebrati, a pois. Autolubrificanti, aromatizzati alla vaniglia, alla cola, alla fragola. Ritardanti, stimolanti, con spermicida. Se non ricordo male c’era pure la custodia porta-condoms firmata da Keith Haring. Ebbe vita breve purtroppo.

condomloveIl preservativo andrebbe usato sempre e a tutte le età. Sia per evitare gravidanze indesiderate, ma anche perché stanno aumentando in modo esponenziale le malattie veneree nei giovanissimi e negli anziani.

Inoltre andrebbe utilizzato se si praticano giochi erotici o autoerotismo con dildi “caserecci” (in tv, inorridendo per la cattiva informazione, ho sentito parlare di manici di spazzola o melanzane senza menzionare nessuna protezione): i profilattici infatti proteggono dai batteri e da eventuali pericolose abrasioni.

Non vedo da tempo spot o testimonianze televisiveRicordo qualche anno fa un utile opuscolo informativo distribuito nelle scuole superiori. E adesso?

Il preservativo esiste dagli antichi Egizi: si utilizzavano vesciche e intestini animali. Persino i soldati romani, si salvaguardavano dalle malattie quando “fraternizzavano” lontano da casa. Casanova lo definiva “cappotto inglese”.

Oggi troviamo il condom vegano ovvero privo di qualsiasi tipo di agente coagulante di origine animale.
Quello che si infila in modo agevole e non a caso si chiama “Pronto” : si indossa in pochissimi secondi quindi evita il rischio di perdere l’erezione.
E la Durex non scherza con il suo Synk con rilievi e nervature stimolanti.

Sì sì tanta varietà. Ma bisognerebbe parlarne e magari ridurne i costi.

Sarebbe anche bello se, oltre ai negozi che vendono solo fantasiose e colorate cover per cellulari, riaprissero piccoli “gioielli” come la Condomerìa.

 

© Writing on the mall
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