Sono le quattro del pomeriggio di un lunedì, esco dal cancello di una scuola materna di Roma tenendo per mano mio figlio e adocchio le automobili ammassate sul marciapiede. Vedo genitori che caricano i loro figli, i più li fanno sedere sui seggiolini e sugli adattatori fissati sui sedili posteriori, richiudono la portiera senza allacciare loro la cintura di sicurezza e salgono al posto guida.

Vedo un bambino che salta giù dal seggiolino e prova a infilarsi nello spazio tra i due sedili anteriori, la madre non fa niente per impedirglielo, ha fretta, mette in moto e parte. Un altro, avrà quattro anni, sale davanti. La macchina del padre è un gigantesco Suv bianco. Il ragazzino, ritto sulle alture di quel mostro tecnologico, assume un’espressione onnipotente. Io e mio figlio proseguiamo lungo il marciapiede, o sarebbe meglio dire lungo quella strozzatura che rimane libera dalle ruote delle automobili.

Mi metto a contare le macchine (Suv e non Suv) su cui salgono i genitori con i loro pargoli, ne conto quindici. Su queste quindici macchine salgono quindici bambini. Conto quanti, tra questi, vengono legati con le cinture di sicurezza. Ne conto due. Tredici genitori su quindici viaggiano a spregio delle regole del codice stradale e dell’incolumità dei propri figli. Sembra una cosa da poco, ma osservare gli esseri umani mentre trasferiscono ai loro discendenti il proprio modello di civiltà è uno spettacolo agghiacciante.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Il talento non raglia mai!

prev
Articolo Successivo

Crisi, l’allarme dell’Oxfam: “Tra dieci anni più di un europeo su quattro sarà povero”

next