Nei primi sette mesi dell’anno il debito pubblico è cresciuto di 84,2 miliardi rispetto alla fine del 2012. Lo comunica la Banca d’Italia spiegando che l’aumento “riflette principalmente il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (50,0 miliardi) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (33,8 miliardi)”. A luglio invece, si è attestato a 2.072,863 miliardi di euro, in diminuzione di 2,3 miliardi rispetto a giugno. Nei primi sette mesi dell’anno le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 225 miliardi, in aumento dell’1,4% (3,2 miliardi) rispetto a quelle dello stesso periodo del 2012. La riduzione del debito pubblico a luglio è riconducibile al “significativo decremento (8,1 miliardi) delle disponibilità liquide del Tesoro che ha più che compensato il fabbisogno del mese (5,5 miliardi)”, spiega la Banca d’Italia. Nel mese di luglio la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’Efsf ai Paesi in difficoltà dell’area dell’euro è stimabile in 0,5 miliardi (complessivamente tale quota ha raggiunto 32,7 miliardi).

Sul fabbisogno, invece, ha inciso per 8,7 miliardi il sostegno ai paesi dell’area dell’euro in difficoltà (comprendente la quota di competenza dell’Italia dei prestiti erogati dall’European Financial Stability Facility, Efsf, pari a 5,8 miliardi e il versamento effettuato in aprile della terza tranche per la sottoscrizione del capitale dell’European Stability Mechanism, Esm, per 2,9 miliardi). Tale sostegno complessivamente – conclude Bankitalia – ha raggiunto 51,3 miliardi. Per i primi sette mesi dell’anno il debito pubblico è cresciuto di 84,2 miliardi rispetto alla fine del 2012. Lo comunica la Banca d’Italia spiegando che l’aumento “riflette principalmente il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (50,0 miliardi) e l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (33,8 miliardi)”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Crisi, Mondadori chiede ai fornitori di “restituire” il 5% degli incassi 2013

prev
Articolo Successivo

next