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Istanbul, fotoreporter italiano fermato dalla polizia

Mattia Cacciatori stava filmando la manifestazione di Gezy park e le cariche della polizia. A riportarlo è l'associazione Articolo 21. La Farnesina conferma che il consolato si sta già occupando della vicenda. Telefonata dai genitori: "Sto bene". Con lui c'è il console italiano
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Un fotoreporter italiano, Mattia Cacciatori, è stato fermato dalla polizia a Istanbul “mentre stava filmando la manifestazione di Gezy park e le cariche della polizia”. Lo rende noto l’associazione Articolo 21. Fonti della Farnesina hanno confermato all’Adnkronos il fermo del fotoreporter italiano Mattia Cacciatori a Istanbul. Il consolato italiano della città turca, spiegano le fonti, è in contatto con il fotoreporter. La Farnesina segue il caso ed è in contatto con le autorità locali.

Cacciatori ha chiamato oggi i genitori e ha parlato con loro: “Sto bene”. A riferire il particolo è il sindaco di San Giovanni Lupatoto (Verona), Federico Vantini, in contatto con i famigliari. Il giovane ha detto di essere ancora sotto interrogatorio e di essere assistito dal console italiano. 

”Mi hanno arrestato, sono sul furgone insieme ad altre persone, arrestate anche loro, e mi stanno portando nella stazione centrale di Aksaray” aveva scritto il giovane, 24 anni, ieri in un messaggio scambiato con la famiglia. Il fotoreporter, che si trovava in Piazza Taksim prima di essere portato via, è laureato in cooperazione allo sviluppo ed è specializzato in reportage dai teatri di guerra. Le ultime notizie ai familiari, prima della telefonata rassicurante, Cacciatori le ha inviate con un cellulare prestatogli da un’amica rientrata da poco in Italia. “Io ho fatto rientro a casa il 20 giugno – spiega la ragazza – lui è partito il 22”.

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