Il reddito minimo garantito serve,“anche perché siamo rimasti l’unico Paese in Europa, a parte la Grecia, a non averne uno. Ma intanto è partita e sarà attiva a breve – è stata pubblicata venerdì in Gazzetta ufficiale – una legge che ho promosso quando ero sottosegretario al governo Monti e che investe 50 milioni di euro proprio per introdurlo in via sperimentale in dodici città con più di 250mila abitanti”. Maria Cecilia Guerra, viceministro alle Politiche sociali, in un’intervista sulla Stampa individua come priorità del suo mandato “il contrasto alla povertà”.

Il reddito minimo funzionerà “attraverso la social card. Essendo le risorse limitate – spiega Guerra – potranno richiederlo le famiglie con minori e dove gli adulti siano disoccupati o fortemente precari. In più, i Comuni che avranno facoltà di assegnarle potranno aggiungere altri requisiti per renderle eventualmente più stringenti, come la monogenitorialità”. “Una delle priorità di questo governo dovrà essere il contrasto alla povertà. Quella minorile ad esempio, che è tra le più alte dell’Ocse. Dobbiamo mettere in campo misure efficaci per batterla”, sottolinea Guerra. Tra le priorità ci sono la riforma dell’Isee, l’indicatore che riflette la condizione economica delle famiglie e in base al quale vengono assegnati gli aiuti statali, e “un disegno strutturale delle politiche sociali, che deve necessariamente partire da un finanziamento strutturale, altrimenti ogni anno bisogna reinventarsi l’architettura degli interventi”.

La possibilità di applicare questo modello a tutto il territorio è vincolata: “Se troveremo le risorse, me lo auguro. Anche imparando dagli errori; lo abbiamo fatto anche stavolta, correggendo goli errori fatti con il reddito minimo di inserimento del 1998”.

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