In principio erano 177, come ricostruito dal Fatto Quotidiano, che siedevano su due e anche tre poltrone. Adesso a poche ore dall’elezione del nuovo capo dello Stato gli irriducibili del doppio incarico sono rimasti in quindici. “E’ necessario che la Giunta per le elezioni si costituisca al più presto per valutare i casi di incompatibilità” ha infatti dichiarato in aula il senatore del Pd Felice Casson in qualità di presidente della Giunta provvisoria per la verifica dei poteri. “La Giunta provvisoria – ha spiegato – ha adottato all’unanimità questa determinazione poiché sono stati registrati una quindicina di casi di incompatibilità ed è fondamentale che vengano risolti, qualora non sia stato già fatto, in tempi brevissimi”. L’ex magistrato quindi ha chiamato in causa direttamente Palazzo Madama e l’ex collega Pietro Grasso: “Sarebbe altresì importante che il presidente del Senato invitasse pubblicamente i senatori interessati – ha concluso- a rispettare le norme costituzionali risolvendo al più presto le cause della loro posizione di incompatibilità”.

E alla richiesta di Casson ha immediatamente risposto il presidente: “A grandi elettori corrispondono grandi responsabilità” ha detto l’ex procuratore nazionale antimafia auspicando che gli interessati esercitino l’opzione “per risolvere l’incompatibilità costituzionale” in cui si trovano all’antivigilia della seduta del Parlamento in seduta comune per l’elezione del Presidente della Repubblica. Grasso ha preso la parole sul tema anche dopo un intervento in proposito del presidente dei senatori del Movimento 5 Stelle Vito Crimi, che ha chiesto che venisse resa nota la lista dei nomi degli incompatibili che non hanno ancora operato la scelta. Il M5S si è anche appellato alla presidentedella Camera Laura Boldrini sul nodo dei doppi incarichi dei deputati: “Richiami i deputati al dovere di dimettersi”, dice la deputata Dalila Nesci evidenziando come questo capitolo sia esplicitamente normato dalla Costituzione. “L’elezione del Presidente della Repubblica – afferma – sarà caratterizzata da incompatibilità. Chiunque capisce che qualcosa non funziona”.

I doppi incarichi vanno contro la Costituzione, articolo 122, che vieta di sedere nei consigli regionali e in Parlamento e vanno contro un decreto legge – convertito nel settembre del 2011 – che stabilisce che non si possono ricoprire due cariche elettive e dunque non va bene nemmeno la fascia tricolore da sindaco né la livrea da presidente provinciale.

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