Per l’8 marzo, invece della solita mimosa, stucchevole come il cuore di Baci a San Valentino, vi offrirò una dose di intelligenza femminile: su un bel sito di riflessione (www.ingenere.it), una firma prestigiosa, Mariella Gramaglia, pone una domanda sostanziale: “30% di donne in Parlamento è una festa? Sui seggi del M5s le donne sono arrivate a valanga, trovando cancelli aperti, mentre a sinistra sono riuscite a forzare l’orrendo porcellum, ma sono rimaste fuori laddove c’era il voto di preferenza, nelle regioni”.

Grillo, che è un maschilista naturale, sta a pari merito con il Pd alla Camera (dove il premio di maggioranza ha salvato una bella quota di rosa), mentre batte il Pd al Senato. Festa Grande? No, Festa Rimandata. Possiamo dire che, sul piano della rappresentanza femminile, la liquidità di un movimento ha vinto sulla rigidità di un Partito. Le “selezionate in rete” hanno sbancato, quelle benedette dalle Segreterie non ancora, quelle simbolicamente scelte dall’elettorato sono rimaste indietro: nel Lazio 9 su 50 consiglieri.

Quando saremo abbastanza mature/i da non chiederci più “quante donne” bensì “quali donne”, selezionate come? Le grilline si sono già concesse qualche “strafalcione da principianti”, ma è presto per crocifiggerle. Le “pidine”, invece, faticheranno, pur se più numerose, come hanno sempre faticato, a far sentire una voce diversa, per timbro, musica e parole. Quando si riverseranno in Parlamento, come un torrente in piena, donne portate, sì, da un movimento, ma da un movimento di donne? Quando saranno loro a travolgere pratiche pietrificate nei secoli e quell’universale maschile che, a giudicare dallo Stato della Nazione, è arrivato al suo drammatico capolinea? Quando, se non ora?

Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2013

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Festa della donna, un 8 marzo non basta. I numeri della violenza contro le donne

next
Articolo Successivo

La Giornata dell’Uomo

next