Marta sui Tubi al 63esimo Festival della canzone italianaSi diceva: Sanremo quest’anno cambia, quest’anno ci sono le canzoni, la qualità. Poi leggi la classifica provvisoria di ieri sera, che vale per il 25% del computo complessivo ed che è espressa solo dal pubblico televotante (non dalla giuria di qualità), e ti ritrovi nelle prime posizioni: Mengoni, Modà, Annalisa. C’è qualcosa che non va? No, è tutto nell’ordine delle cose. E’ assolutamente normale, nonostante i fischi (che non fanno testo) della platea, che quello fosse il risultato.

A cambiare, logicamente, è stata l’offerta musicale presentata, non di certo il pubblico. Quindi le giovani orde di fan pronti a votare compulsivamente i loro idoli hanno continuato a farlo. Così idem i papà, le mamme e i parenti tutti. Insomma, il gusto non è cambiato. I Marta sui tubi saranno sempre ultimi, gli Almamegretta sempre penultimi e così via. Né più né meno che una vera e propria classifica al contrario (sorpende solo la posizione così bassa per Malika Ayane ed Elio e le Storie Tese, forse).

Che il podio sia espressione dei talent show alla Maria De Filippi o alla squadra di X-Factor non deve sorprendere, quanto far riflettere. L’alternativa? Eliminare i talent. E non è possibile. Oppure, fattibile, cambiare il meccanismo di voto, far pesare di più il peso della giuria di qualità. Che non è composta (solo) da vecchi muffosi che adorano solamente il cantautorato vecchia scuola, ma che almeno vivono una realtà musicale molto frastagliata, e che magari va anche al di là dell’Amici di turno. Quella di quest’anno è una situazione simile a quella che si verificò proprio nel 2000, prima però che ci fossero i talent. Lì sbaragliarono la concorrenza gli Avion Travel con la fantastica ‘Sentimento’ grazie proprio al voto della giuria di qualità. Speriamo per domani sera in un nuovo miracolo.
 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Nuove Proposte #7: MiSaCheNevica

next
Articolo Successivo

Sanremo 2013, Maggio vince tra i giovani. Boom di ascolti per la serata storica

next