Simone Di Stefano, candidato con Casa Pound è stato invitato ed è intervenuto ad una riunione dei giovani democratici di Latina, sciorinando anche un bel pippone sul programma elettorale dei neofascisti. Non è la prima volta che i Giovani Democratici partecipano, insieme a Casapound ad un’iniziativa, l’ultima volta fu in Campania, Valerio Pisaniello (Pd) partecipò ad un convegno organizzato dai neofascisti a Cervinara.
E’ giusto dialogare con gente che ha al suo interno persone che inneggiano al duce e ai camerati?
Nascondono forse le loro radici i ragazzi di Casa Pound? A quanto pare no”.
Scattano querele se li si chiama neofascisti? «Preferirei fascisti del terzo millennio, perché neofascisti mi richiama più una immagine legata agli anni Settanta. Comunque non mi sentirei male neppure in quella definizione», risponde De Metri. Medesimo discorso sui rapporti tra gruppo linguistici in Alto Adige: «Noi siamo quelli che hanno organizzato la manifestazione a favore dei monumenti fascisti. Vogliamo difendere la cultura italiana in Alto Adige, che è fatalmente legata al fascismo, visto che a quegli anni risale il radicamento della comunità italiana in Alto Adige. Siamo così e non lo rinneghiamo. Altrimenti ce ne staremmo a casa». Invece si stanno allargando, probabilmente riempiendo spazi lasciati vuoti.
Facciamo attenzione: il fascismo è come la mafia: una mentalità subdola, strisciante, corrotta che si nutre di ignoranza e paura. È una cultura che ci riguarda e che non si estrinseca solo negli estremismi. Invocare il leader forte, creare proselitismo, creare la paura per l’extracomunitario, il gay, essere sessista. Tutto questo è fascismo e tanto altro. Il fascismo non è solo un fatto storico, è un’aberrazione culturale a prescindere dai contenuti del programma di Casa Pound il problema è il contenitore di quelle idee. Anche Mussolini aveva un programma con buone idee socialiste ma ricordate bene la deriva e la fine che ci ha fatto fare. Come Berlusconiquesta gente si mette addosso del cerone per mascherare chi è davvero. Ricordiamolo.
Nella Napoli del 2010/11, a quando risalgono le intercettazioni della magistratura c’erano ragazzi di Casa Pound pronti a incendiare negozi e stuprare ragazze ebree. Durante la recente perquisizioni nella sede del movimento (in cui si discutevano, sempre secondo gli inquirenti anche le teorie del Mein Kampf) sono stati sequestrati coltelli e mazze.
Nelle intercettazioni due ragazzi progettano di incendiare un negozio di un orafo di origini ebree:
a: ”Me lo vado a vendere. Le vecchiette, i laccettini d’oro che scippo me lo vado a vendere. Mi fanno il prezzo buono, mi fanno”.
b: ”Ha la kippah (copricapo ebraico, ndr) in testa”.
a: ”Vogliamo appicciare (bruciare, ndr) il negozio?”, quindi definisce l’orafo ”un sionista di m…proprio” e asserisce che gli ebrei ”di spirituale hanno ben poco”.
Ma tra di loro parlavano anche di ipotetici stupri a studentesse ebree:
a:“Da me in facoltà c’è una ebrea che non la tocca nessuno, non la guardano…”
b: “Ma è bella?”
a: “Ma no, un cesso”
b: “Ma se tu vedi passa e la salutano tutti, gli arabi che la salutano con rispetto, si con rispetto. mi sta facendo stizzire troppo…Io a questa qua la devo vattere (picchiare) o la picchio o la stupro e le faccio uscire il sangue dal c…”
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