Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera, esprime la sua soddisfazione per la decisione di fare le primarie all’interno del partito perché “sono un’occasione sia per scegliere il candidato-premier, sia per sviluppare un dibattito politico serio, sia per rivitalizzare e anche rinnovare il partito dandogli una vita democratica interna fondata sui simpatizzanti e sugli iscritti. Ovviamente, però, bisognerà tenere fuori gli esibizionisti”. Non è invece dello stesso avviso Sandro Bondi, coordinatore del partito, che ha attaccato duramente il capogruppo: “Non sono affatto d’accordo con Cicchitto, come accade ormai da tempo. In verità da oggi le scelte più importanti vengono decise nel Pdl da La Russa e dalla corrente trasversale, di cui fanno parte anche i capigruppo parlamentari del Pdl, che ormai impongono le proprie decisioni ad un partito diviso e smarrito”.

Sempre in tema primarie, è scoppiata un’altra polemica riguardo al voto “salato” di sedicenni e diciassettenni, che non essendo maggiorenni sono esclusi dalle liste elettorali. Per esprimere la loro preferenza alle primarie del Partito delle libertà infatti dovranno pagare 12 euro, comprensivi di iscrizione al partito, invece che due. E scoppia la polemica. Giorgia Meloni, una delle candidate ed ex ministro delle Politiche giovanili, lancia l’allarme su Twitter: “E’ ingiusto che sedicenni e diciasettenni per votare alle primarie del Pdl debbano pagare 12 euro anziché 2 euro. Spero che Alfano corregga questa anomalia”. Le fa eco, sempre sul social network, Annagrazia Calabria, deputata pidiellina, coordinatrice nazionale della Giovane Italia: “Il voto dei sedicenni per i candidati alle primarie del Pdl è una vittoria. Il Pd non c’è riuscito, ma mi sembra ingiusto che debbano pagare 12 euro, anziché 2. Siamo in un momento in cui la partecipazione va incentivata e non ostacolata”. 

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