Otto milioni di euro. I sequestratori del ragionier Giuseppe Spinelli (ufficiale pagatore delle Ogettine nonché contabile del portafoglio personale di Silvio Berlusconi) e signora potrebbero aver ricevuto questa somma o anche di più come riscatto della loro vita. L’ipotesi è dell’aggiunto della Dda di Milano Ilda Boccassini e del pm Paolo Storari che nella richiesta di arresto dei rapitori citano intercettazioni e situazioni  per avvalorare la tesi del pagamento. E’ l’11 novembre scorso quando Francesco Leone, considerato il leader del gruppo, chiede ad Alessio Maier (l’intestatario delle cassette di sicurezza nonché il tramite con misteriosi personaggi svizzeri che avrebbero dovuto aiutare la banda a mettere al sicuro i soldi, ndr) informazioni su una botola e sulle sue dimensioni per capire se fosse possibile nascondervi dentro una valigia “piena di soldi”. Maier non solo risponde di sì, ma aggiunge di temere una perquisizione e suggerisce di nascondere il denaro per poi metterlo in una cassetta di sicurezza, per poi successivamente di aprire un conto corrente. Inoltre l’uomo spiega di conoscere il titolare di un ristorante di Lugano che avrebbe potuto metterli in contatto con direttori di banche in Svizzera disponibili ad aiutarli. 

L’intercettazione/1: “Addove li mettimmo i soldi?”. A poco meno di un mese dal sequestro lampo i rapitori, secondo la ricostruzione, hanno la necessità di far sparire il denaro. E’ il 12 novembre, sono le 16.35, quando gli investigatori intercettano una conversazione tra Leone e Maier. Il primo dice: “Poi decidiamo… perché non ha, eeh secondo me li mette anche in difficoltà: vai là, non ti conoscono, apri e metti la cassetta. Già dobbiamo aprire, dobbiamo avere un rapporto di lavoro e subito la cassetta insieme, perché è più giustificato, è una cosa in più” e l’altro incalza: “Eeh e nel frattempo che facciamo questo eeh, addove li mettimmo i soldi?”. La soluzione la propone Maier; tenerli in casa sua un giorno, “sotto il letto”, e poi andare a dormire altrove. Nel frattempo i due pianificano la “gita” in Svizzera e trovano, secondo gli inquirenti, anche la disponibilità del direttore della Raiffeisen Bank Casati. 

L’intercettazione/2: “Qua stanno otto milioni ancora, oh!”. Il giudice per le indagini preliminari, nell’ordinanza con cui ha ordinato l’arresto dei sequestratori, riporta proprio parte della conversazione che fa pensare che sia stata pagata una cifra pari o superiore a 8 milioni. “Si riporta solo uno stralcio della conversazione… ove è efficacemente riassunto il piano da attuare e dove pare emergere l’entità – osserva il gip – della cifra in gioco: otto milioni”. Maier è preoccupato: “Ok? Bon, se non li fermano, e dicono ma eh, aprono, aprono e fanno la perquisizione, allora ti dico ah eccoli qua che ci stanno aspettando, allora vuole dire che meli riporto a casa, capito?” e Leone: “Quindi loro con una busta vuota, va l’altro con la busta vuota e tu con tutte e due le buste, quella del Credito Valtellinese e quello di Buguggiate, giusto?”. A questo punto Maier spiega: “Eh sì perché se la tesi tua è esatta, che loro stanno aspettando, sanno che sono nelle cassette là, bene, e quando vanno là”, e Leone aggiunge: “Pure il mio carico grosso… qua stanno otto milioni ancora, oh!”. 

Per la Procura questi otto milioni potrebbero essere “una parte del riscatto che potrebbe essere stato – osserva il gip – pagato in momento successivo al rilascio degli ostaggi ma non monitorato. E’ una ricostruzione possibile, come è anche possibile che il denaro sia riconducibile ad altri affari illeciti del nostro, che non è nuovo alla commissione di reati come quello per cui si procede… D’altra parte la ricostruzione prospettata – aggiunge il giudice – risulta coerente rispetto al fatto che dopo un periodo di silenzio nelle comunicazioni tra i complici a partire dal 9 novembre vi è un florido traffico di telefonate e incontri che coinvolgono tutti i soggetti verosimilmente implicati nel sequestro: non si può non ipotizzare che il Leone e il Maier, dopo un comprensibile periodo di inattività immediatamente successivo al rilascio, a distanza di un mese abbiano iniziato a occuparsi di come poter fruire del denaro, la cui esistenza e ingente entità appare non revocabile in dubbio dal tenore delle conversazioni che fra costoro intercorrono”. 

I soldi sarebbero stati prelevati oggi. A commento di un’intercettazione ambientale di sabato scorso tra Maier e Leone, scrive il gip, “si apprende che i due convengono di riprovare a ritirare il denaro lunedì prossimo all’orario di apertura degli istituti”. Maier dice: “Allora programma di settimana prossima io… lunedì mattina appena apre vado a Buguggiate, faccio l’operazione… vado a Varese... metto in sicurezza a casa… Punto… e cosi almeno siamo a cavallo”. Il 15 novembre Maier e un suo amico, erano già andati in banca chiusa per rapina “uno stratagemma” degli investigatori “per impedire temporaneamente agli indagati di avere accesso alle cassette di sicurezza”. 

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