Non c’è un politico, oggi, che non parli di “far ripartire la crescita” come il modo di risolvere tutti i problemi economici che abbiamo. Ma su cosa si basa questa idea? Certamente se ne potrebbe discutere a lungo, ma i politici che parlano tanto di crescita sanno di cosa parlano? Io credo di no e provo a spiegarvi perché la penso così per mezzo di una storia che è successa veramente dalle mie parti.

Qualche anno fa, quando il sindaco è venuto a inaugurare un nuovo edificio vicino a dove lavoro, si è accorto che una stradina della zona era “ancora a doppio senso”. Scandalizzato, pare che abbia decretato seduta stante che dovesse essere trasformata in strada a senso unico e così è stato fatto poco dopo. In realtà, la stradina era un po’ stretta, si, ma con un po’ di attenzione ci si poteva passare benissimo in due e in tanti anni non era mai successo niente. Ci passava poca gente: era poco più di un vicolo di campagna. Trasformata a senso unico, invece, è successo un disastro. La gente ci passava a tutta velocità, alcuni andavano in contro mano per evitare di dover fare un giro di tre chilometri per arrivare a cento metri di distanza. Infine, qualcuno si era accorto che era una scorciatoia; il traffico era aumentato e cominciavano a passarci anche i mezzi pesanti. Alla fine, un tale che andava contromano ha messo sotto un bambino. Per fortuna il bambino non si è fatto niente di grave, ma in comune si devono essere accorti che forse c’era un problema. Così, hanno dovuto espropriare dei terreni per allargare la strada e trasformarla in una strada a doppio senso – come era prima! Un bel pezzo di terreno agricolo cementificato e denaro pubblico speso per una strada di cui non c’era nessun bisogno.

Ora, ci possono essere delle ottime ragioni per mettere certe strade a senso unico. Però credo che questa storia illustra bene il concetto che molte decisioni, anche importanti, sono prese senza pensare alle conseguenze. Esiste, in effetti, tutta una “scienza delle decisioni assurde”. Fra i tanti studi nel campo, ce n’è uno particolarmente interessante di Jay Forrester che ha parlato di un errore comune con i “punti leva” con i quali si può agire sui sistemi sociali, economici e di altro tipo. Secondo Forrester, gli esseri umani sono bravi a capire quali sono i punti leva, il problema è che tendono ad tirare la leva al contrario, ottenendo l’effetto opposto di quello che vorrebbero. Ne parla in dettaglio un articolo piuttosto famoso di Donella Meadows che purtroppo non è mai stato tradotto in italiano. Potete leggere qualcosa in proposito in un mio articolo. Da questi studi, si deduce che siano sindaci, assessori, dirigenti di industria, o chi altro, spesso non si rendono conto che le loro decisioni possono avere conseguenze inaspettate. Per esempio, trasformare una strada da doppio senso in una a senso unico sembra una buona idea: sembra farla diventare più larga e comoda per chi ci passa. Ma poi ci si accorge che il problema con quella strada era più che altro di evitare che ci passasse troppo traffico.

Il fatto che fosse stretta non era un problema, era la soluzione! Allora, cosa possiamo dire dei nostri problemi economici? Siamo sicuri che l’idea di “far ripartire la crescita” sia una buona idea? O non sarà che spingere tanto per la crescita vuol dire “tirare le leve al contrario”? Non potrebbe essere che la decrescita del sistema economico non è un problema ma la soluzione?

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