Per chi ha avuto vent’anni nei faboulous nineties le scazzottate tra i fratelli Gallagher hanno scandito un’epoca, storia personale e collettiva, una delle poche granitiche certezze del tempo, almeno quanto le camicie a quadri dei musicisti di Seattle e la playstation. E il detto erano molto più che nemici, erano fratelli si incarnava negli intemperanti Liam e Noel con iconica compiutezza. Fino a quando, nel 2009, dopo l’ennesima lite in camerino a suon di chitarre sfasciate l’elder brother decretò una volta per tutte la fine degli Oasis, il più grande fenomeno del britpop inglese, 25 milioni di copie di (What’s the story) morning glory?, sul podio dei dischi più venduti di tutti i tempi nella patria dei padri putativi Beatles.

E mentre Liam e gli altri due musicisti, Andy Bell e Gem Archer raccoglievano le ceneri dei fasti passati continuando a suonare nei Beady Eye, Noel si lanciava nel suo progetto solista, Noel Gallagher’s High Flying Birds. Primo album, omonimo, nel 2011, prodotto dalla sua etichetta, la Sour Mash, seguito da tour di enorme successo, sold out nelle date italiane (negli scorsi mesi all’Heineken Jammin’Festival, Milano e Roma). E sabato 6 ottobre la band sbarca a Bologna per il concerto al Paladozza, ultima delle due date italiane (il 5 ottobre a Firenze) aggiunte dopo il successo delle scorse esibizioni.

Con un passato lungi dall’essere archiviato, dato che la scaletta è costruita per una buona metà da pezzi degli Oasis. E a buon diritto visto che alla sua abilità di songwriter si devono i successi più grandi della band di Manchester, da Wonderwall a Don’t look back in anger, con la quale chiude il concerto con buona pace di Liam. Nei confronti del quale continua a mantenere lo stesso atteggiamento di sereno distacco che ha sempre contraddistinto i due affettuosi fratelli, come è accaduto nei giorni scorsi quando Noel ha dichiarato in un’intervista al magazine statunitense NME che ama comprare il giornale quando suo fratello è in copertina così da poterlo insultare pesantemente (“to slag him”). E coi consueti toni concilianti ha fatto crollare ogni possibilità di una reunion della band, “una delle 5 band più famose di tutti i tempi”, per accontentare i desideri dei fan, nemmeno se, parola di Noel, da ciò dipendesse la salvezza dei bambini affamati nel mondo.

Che tanto “nobody ever gave a s**t about the fans in that band”. Appuntamento dunque alle ore 21 in piazza Azzarita a Bologna per chi ha già il biglietto in tasca e per chi volesse accaparrarsi gli ultimi rimasti (a partire da 37 euro circa). Per vedere da vicino l’effetto che fa, nella speranza che si lanci in qualche show degno della sua fama. E per uno che, leggenda vuole, rovesciò un sacco di farina sulla testa del preside l’ultimo giorno di scuola dovrebbe essere un gioco da ragazzi.

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