Cosa è rimasto del dibattito sulla scelta del Cardinale Martini di non sottoporsi a ulteriori trattamenti sanitari? Che ne è stato del dibattito sulla condanna dell’Italia davanti alla Corte europea dei diritti uman isulla legge 40? Chi si fosse illuso che da quegli episodi si potesse avviare un confronto serio sui temi del fine-vita o della fecondazione assistita è rimasto presto deluso. Ma nei prossimi giorni c’è un appuntamento che rappresenta l’occasione buona per non rassegnarsi.

Il Congresso dell’Associazione Luca Coscioni si terrà a Milano sabato 6 e domenica 7 ottobre, inizio ore 9, a Palazzo Reale in Piazza Duomo 14: “Lombardia chiama Europa: Per fermare gli azzeccagarbugli della “Vita” (e i Don Rodrigo delle Proibizioni). Ricerca, Eutanasia, Salute, Disabilità: Dal Corpo dei malati al cuore della politica.”

Ci riuniremo nel difficile contesto di un Paese dove la legalità internazionale e costituzionale è sempre più calpestata, dove la paralisi della giustizia produce una negazione di diritti che si aggiunge ai danni di leggi proibizioniste. Nel campo della ricerca scientifica, la conseguenza è il declino di un sistema-Paese ostile alla libertà della scienza e della cultura. Per la vita concreta delle persone, la conseguenza è un carico di sofferenze inutili, in particolare per le scelte delicate come quelle relative alla procreazione o al fine-vita.

Il Congresso sarà luogo di confronto e proposta affinché ogni singola storia di diritti negati, troppo spesso vissuta come dramma privato, si possa trasformare in battaglia di libertà per tutti, come accaduto negli episodi che ho richiamato all’inizio. Dal Capoluogo di una Regione, la Lombardia, simbolo del rapporto tra violazione delle regole democratiche e restrizione delle libertà personali (dal caso Englaro alle restrizioni sull’aborto), il Congresso valuterà i percorsi di un’alternativa possibile.

Spero di incontrarvi in molti sabato e domenica a Palazzo Reale!

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

A Milano il Forum della cooperazione internazionale. Ospite anche Rossella Urru

next
Articolo Successivo

Bahrein, il ‘Centro per i diritti’ denuncia: “Continua la repressione”

next