Una nuova analisi genetica focalizzata sugli ebrei provenienti dal Nord Africa ha fornito una mappa genetica complessiva delle diaspore ebraiche. I risultati confermano il record storico della stabilizzazione in Medio Oriente degli ebrei durante l’antichità classica, dove matrimoni e proselitismo portarono alla nascita di popolazioni distinte rimaste intatte per più di duemila anni. 

Lo studio condotto dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University è stato pubblicato on line negli Atti della National Academy of Sciences. “I nuovi risultati sugli ebrei nordafricani completano la struttura genetica complessiva delle popolazioni coinvolte nella diaspora ebraica, offrendo una base biologica per la definizione di ebraicità”. ha detto l’autore dello studio Harry Ostrer. “Abbiamo ottenuto un’impronta digitale genetica completa – ha continuato – delle varie sottopopolazioni degli ebrei. I dati potranno aiutarci a scoprire legami genetici per le malattie cardiache, il cancro, il diabete e altre malattie comuni”. In tutto, i ricercatori hanno analizzato il patrimonio genetico di 509 ebrei provenienti da quindici popolazioni insieme ai dati genetici di 114 persone provenienti da sette popolazioni non ebree del Nord Africa. Gli ebrei del Nord Africa hanno mostrato un alto grado di endogamia (istituto sociale per cui i matrimoni avvengono tra individui di uno stesso gruppo sociale, ndr). Sono stati individuati due sottogruppi della popolazione generale: ebreo marocchino/algerino ed ebreo tunisino/libico. 

Fonte – Agi

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