Pensare come immaginare. Immaginare che vi possa essere un mondo migliore, senza necessità di fame o avidità, dove non vi sono confini e dunque paesi, niente per cui uccidere e morire. Il sognatore John Lennon sentì un giorno l’esigenza di scrivere una canzone che contemplasse questi auspici, un desiderio di slancio volto a esprimere un sentimento di fratellanza. Questo genere di afflati corre spesso il rischio dell’ingenuità, perché il voler dare forza a qualcosa di “puro” e “vero” passa per la scelta della semplicità artistica, che permetta al sentimento di prevalere sulla ragione (quest’ultima è l’incaricata principale dell’ottenimento dell’ordine e della forma, attraverso cui le emozioni e il loro sgorgare istintivo acquistano un fascino complesso che è proprio delle opere interessanti e degne di investimento intellettuale da parte del fruitore), Nel caso di Imagine la potenza della canzone in sè e la sua diffusione planetaria rendono il ragionamento fatto sostanzialmente non applicabile.

Un giorno lessi da qualche parte il concetto dell”intelligenza del cuore’, e credo che fosse all’interno di un articolo in cui si parlava di valori mancanti al contesto sociale odierno. Con ogni probabilità era inclusa fra essi anche la gentilezza, di cui patisco la brutale assenza nella più parte della gente. Il concetto dell’intelligenza del cuore mi pare una definizione efficace e affascinante per riassumere quanto ho provato a sostenere prima: ragione e sentimento. Ovvero presenza di un requisito assai poco riscontrabile a sua volta: l’intelligenza, applicata all’organo che, metaforicamente, è il depositario della parte sentimentale e spontanea del nostro essere. Il suo contrario è la stupidità, e non credo vi siano molti dubbi sul fatto che troppi stupidi stanno rendendo sempre più cattivo, sbrigativo, insolente, il mondo in cui viviamo.

Pensa

Pensa a un cuore
che sia intelligente e ragionevole,
pensa che sia il tuo
e immagina la sua virtù.

Pensalo capace
di permetterti di essere
consapevolmente buono
e amabile.

Ci vuole poco e otterrai una verità:
la gentilezza è carismatica,
allieta chi la riceve e chi la dà,
stordisce il male e la sua banalità.

Pensa a un mondo
senza l’indecenza degli stupidi,
pensalo immune
dall’irascibilità.

Sogna e non temere
che la cosa sia impossibile…
Esser belli dentro
di per sé ti appagherà.

Ci vuole poco…

Non farti fregare: confida in me.
Ti voglio aiutare a crescere.
Non ti rassegnare a vivere
senza sapere di essere.

testo: Cristiano Godano
musica: Cristiano Godano, Luca Bergia, Riccardo Tesio
c) 2012, Ala Bianca Edizioni Musicali 
dall’album ‘Canzoni per un figlio’ – Sony Music Columbia

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La musica? Fuori dall’Italia

next
Articolo Successivo

Dialects, le contaminazioni musicali di Vito Ranucci

next