Sei incinta? Ti licenziamo! Perché dobbiamo pagare tutti se a trombarti è stato uno solo?” Questo, in sintesi, è quello che pensano tanti dirigenti d’azienda alle prese con i congedi di maternità legittimamente richiesti dalle loro dipendenti.

Alessia Patacconi, annunciatrice Rai, precaria dal 2003, rischia il licenziamento perché incinta.

Ma come, per fare un figlio ci vogliono un sacco di soldi e tu mi licenzi? Nel nostro paese ultra cattolico, dove il Papa e i politici blaterano fino allo sfinimento di politiche per la famiglia, non hai tutele proprio nel momento in cui decidi di farne una. E’ il colmo: nello stato più cattolico d’Europa una donna che decida di fare un figlio viene trattata come se facesse i capricci per una borsa di Louis Vuitton.

In Francia, gli asili nido sono dappertutto, pensate un po’ perfino nelle aziende, mentre qui per trovarne uno libero, devi iscrivere tuo figlio non dico prima che nasca, ma prima ancora di aver trovato qualcuno con cui farlo. Se sei single e vai ad un happy hour, prima, prenota il nido, chissà mai che vai un po’ su di giri con l’alcool e trovi un Inseminator che ti fa la festa!

In sostituzione degli asili ci rimangono solo i poveri nonni costretti a fare i baby sitter fino a novantasei anni. Poi si dimenticano il bimbo al supermarket! Per forza povero nonno, ha l’alzheimer, pensava che il nipotino fosse un carrello e l’ha legato insieme agli altri con un euro in bocca!

Se non sei ricca, di figli ti conviene non farne, altrimenti se ti concedi il “lusso” di lavorare (e ti concedono il “privilegio” di non essere licenziata) ti ritroverai presto così esaurita da stirare i bambini e accompagnare le camicie a scuola. Altro che borsa di Louis Vuitton!

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