La prima volta che nelle cronache italiane, recenti, compare una Tokarev è nel 1981 quando gli uomini della Digos arrestano un componente di Prima Linea. A Milano viene arrestato Maurizio Pedrazzini, all’epoca latitante e conosciuto con il nome di battaglia di Pedro. Quando i poliziotti lo bloccarono in corso Buenos Aires, Pedrazzini aveva infilata nella cintura dei pantaloni una Tokarev calibro 7.62. Un mitra Tokarev fu trovato nel covo brigatista di via Montenevoso dove fu recuperato il memoriale di Aldo Moro. Era l’ottobre del 1990.

E’ un’arma usata anche dai terroristi palestinesi, “trafficata” in Libano, ma anche in Africa. Nei blitz contro la criminalità organizzata questa la pistola di fabbricazione russa, prodotta a partire dal 1934 e utilizzata dall’Armata Rossa, è stata sequestrata in grande quantità probabilmente per la facilità con cui arrivava dai paesi dell’est e in particolare dall’ex Jugoslavia. In particolare gli uomini delle forze dell’ordine l’hanno trovata in Puglia, Sicilia e Friuli Venezia Giulia. L’ultimo sequestro è avvenuto il 24 febbraio scorso a Carmiano, in provincia di Lecce, dove i carabinieri hanno sequestrato un arsenale della Sacra Corona Unita: tra le altre cose furono trovati un fucile Benelli super 90 calibro 12 e, appunto, una Tokarev. E’ un’arma che viene ritenuta molto affidabile e che molto difficilmente si inceppa. 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: il tuo contributo è fondamentale

Il tuo sostegno ci aiuta a garantire la nostra indipendenza e ci permette di continuare a produrre un giornalismo online di qualità e aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per il nostro futuro.
Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Abuso edilizio ad Anacapri, Montezemolo condannato a un anno

next
Articolo Successivo

Milano: tassista ucciso, pm chiede pene fino a 23 anni per fratelli assassini

next