Traffico paralizzato e tangenziale bloccata a Bologna, per la manifestazione della Fiom contro la modifica dell’articolo 18.  Armate di striscioni contro il governo Monti, in difesa dello statuto dei lavoratori, e di centinaia di bandiere rosse, circa 1500 persone oggi pomeriggio sono entrate dall’uscita di via Stalingrado, per poi proseguire lentamente in direzione san Lazzaro. Un lunghissimo serpentone colorato, pacifico ma rumoroso, che ha bloccato per circa un’ora le auto in entrata e in uscita. Partito dall’ex manifattura tabacchi, il corteo, organizzato dalla Fiom bolognese senza la partecipazione dei vertici della Cgil, si è concluso in zona Fiera, davanti alla sede regionale della Rai.

“Non accettiamo la politica del governo – ha spiegato Bruno Papignani, segretario della Fiom di Bologna che ha guidato il corteo – e non ci va bene quello che stanno facendo i padroni e Sergio Marchionne. Non ci servono le lacrime di queste milionarie, di questi ministri e persone lesse, cresciute in ambienti chiusi”. Per il numero uno della Fiom bolognese, il governo sta spacciando la riforma per un provvedimento che aiuterà i giovani, invece finirà per “contrapporre i giovani agli anziani, per rendere tutti precari e ricattabili. Prima di parlare di fisco, evasione, dobbiamo avere il posto di lavoro garantito”.

Una manifestazione, quella di questo pomeriggio, su cui è pesata l’assenza dei dirigenti della Cgil, in merito alla quale Papignani ha riservato solo poche parole: “Quando ho parlato, avevo la bandiera della Cgil addosso. Certo, se fossero venuti…”, ha commentato allargando le braccia. Frasi che lasciano trasparire le frizioni tra le due sigle. La decisione del sindacato dei metalmeccanici di scendere in strada contro il governo, infatti, ha dato origine a non poche tensioni con il numero uno della Cgil bolognese, Danilo Gruppi, che, infastidito, ha precisato di “non essere stato invitato”. Aggiungendo che “la Fiom ha deciso questa iniziativa in assoluta autonomia, per conto suo senza nessuna relazione con la Camera del Lavoro”.

Prima di quella bolognese, il 29 marzo la Fiom aveva già bloccato la tangenziale di Modena portando in strada oltre 10mila persone. Una forma di protesta pacifica, ma non casuale. “Così gli organi di informazione parlano della gente che lavora davvero”.

g.z.

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