La recessione? Colpa dei problemi irrisolti, oltre che dalla crisi internazionale. Il presidente del Consiglio Mario Monti torna sulle difficoltà dell’economia nazionale parlando a Pechino, dove oggi è arrivato per una delle tappe del suo viaggio in Oriente. “Le tendenze recessive per l’Italia – ha spiegato Monti – vengono sia dal quadro internazionale sia dal fatto che per lungo tempo non sono stati aggrediti a sufficienza i problemi strutturali della nostra economia, proprio quello che il governo sta facendo intensamente con l’appoggio delle forze politiche e la comprensione dei cittadini, pure in un momento difficile”.

Per cambiare direzione serve la riforma del lavoro, aggiunge il presidente del Consiglio, sulla quale arriva l’incoraggiamento dell’Ocse: “Siamo incoraggiati dal persistere in queste politiche anche dall’Ocse stesso ed è interessante cioè che l’opinione pubblica colga che prevedere una recessione per un paese non è necessariamente indice di disapprovazione delle sue politiche economiche, tanto è vero che proprio l’Ocse in questi giorni ha dato un verdetto molto positivo sulle politiche economiche italiane in questo momento, anzi con la particolare sottolineatura della necessità di compiere la riforma del lavoro che il governo ha proposto al Parlamento”.

“Insistiamo con determinazione con queste politiche di riforma strutturale del Paese – conclude – e dedicheremo tutta l’attenzione possibile, nell’attuale situazione finanziaria, per venire incontro alle maggiori sofferenze sociali”. Nel ribadire che non sarà necessaria una manovra, il professore rimarca che che “un’altra manovra, quella sì, aggraverebbe ulteriormente” la situazione economica.

Sulla questione è tornato anche il ministro Corrado Passera che ieri aveva introdotto e confermato i dati della recessione dell’Italia: “Monti è riuscito a fare il miracolo sulla credibilità nei confronti dei mercati internazionali ma molti problemi sono ancora lì, possono essere risolti e le riforme strutturali sono uno strumento per risolverli”. Per Passera molto ha fatto e può ancora fare “la collaborazione che c’è tra parti sociali, associazioni di categorie, governo e Parlamento. Dobbiamo battere tutte le previsioni negative continuando a lavorare insieme”.

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