Quest’oggi la città di Modena ha finalmente inaugurato quello che è stato definito a più riprese “il sogno Ferrari”. L’innovativa struttura del museo casa natale Enzo Ferrari ha ufficialmente aperto i battenti. Al taglio del nastro vi erano grandi autorità cittadine e non solo: dal ministro del turismo Piero Gnudi, a Lapo Elkann. Ma più che le presenze, ad evidenziarsi sono state le assenze illustri, a partire da quella di Luca Cordero di Montezemolo.

Sarà il clima di tensione che si aggira da qualche mese entro i corridoi degli stabilimenti Fiat, che vede a Modena una folta rappresentanza (tre stabilimenti, Ferrari, Maserati e Cnh, per oltre 5mila lavoratori), ma la giornata inaugurale del museo Ferrari latitava di presenze e di risposte riguardo le difficili relazioni industriali presenti anche alla Ferrari Auto di Maranello, parte del gruppo Fiat.

Mentre la città festeggia, infatti, gli operai aderenti alla Fiom/Cgil combattono contro il mancato riconoscimento dei diritti sindacali decretato dall’accordo del gruppo Fiat del 13 gennaio scorso. «La Fiom, che non ha accettato il peggioramento imposto da Fiat – dicono i delegati sindacali della Fiom in Ferrari per “replicare” alla giornata dell’inaugurazione del museo – è stata estromessa dal gruppo Fiat. Anche la Ferrari si è adeguata a questa impostazione autoritaria: si assorbe il contratto di Pomigliano e si applica in un’azienda che fattura 2 miliardi all’anno».

Così Lapo Elkann, rampollo della famiglia Agnelli, presente a Modena, ha parlato del sogno Ferrari, ma ha declinato l’invito a rispondere su ciò che accade nel mondo Fiat, dal punto di vista delle relazioni industriali. «Non sono qui per fare interviste», è stata la sua risicata risposta. Ugualmente Piero Ferrari, figlio del Drake, che alla domanda sulle strategie “esterofile” di Marchionne risponde: «La Fiat è un’azienda che vende in tutto il mondo, che vende nel mercato mondiale. Penso alla Ferrari, sulla Fiat non mi pronuncio». Sulle tensioni all’interno della fabbrica di Maranello da parte degli operai invece, il figlio del Drake è perentorio: «Non fatemi dire queste cose, non voglio parlare di questo oggi».

Insomma l’imperativo (e così è stato) era celebrare il Drake, al di là di ogni altra cosa. Peccato che ad omaggiare il padre della rossa Ferrari non ci fosse proprio il padrone di casa, Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Casa del Cavallino Rampante. Nulla di confermato, ma secondo alcuni la defezione è stata determinata dalla presenza di Giorgio Squinzi, patron di Mapei, presidente del Sassuolo calcio, ma soprattutto candidato alla presidenza nazionale di Confindustria, l’antagonista di Alberto Bombassei, lanciato da Montezemolo qualche mese fa, colui che potrebbe “infrangere” i progetti di Montezemolo sull’associazione degli industriali italiani.

Il video è di David Marceddu

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