Non ci saranno titoli sui giornali, tranne i soliti noti; i gr e tg lo liquideranno con pochissimi secondi senza immagini in qualche edizione notturna, eppure oggi ci sarà il terzo sciopero nazionale degli stranieri.

Lo promuoveranno decine di associazioni della società civile per reclamare il diritto alla cittadinanza, il riconoscimento dei minori nati in Italia, per chiedere che a parità di condizioni e di contribuzioni siano riconosciuti gli stessi servizi sociali, per contrastare le molte forme di razzismo, di xenofobia, di esclusione sociale che inquinano il nostro paese.

Forse non sarà un successo, anche perché non mancano certo le differenze tra le diverse comunità e tra le stesse associazioni che si occupano della materia, eppure ci sembra giusto contribuire a rompere il muro di silenzio che li circonda e circonda questa iniziativa.

Sappiamo di ragliare alla luna, ma se i grandi media dedicassero a questo sciopero e soprattutto ai milioni di ” Stranieri” in Italia un centesimo dello spazio dedicato alla “farfallina di Sanremo“, sicuramente favorirebbero la costruzione di ponti del dialogo e della inclusione sociale.

Così, forse, non sarà e così si rafforzerà la nefasta idea che per esistere, mediaticamente e politicamente, bisogna diventare un caso da “Cronaca nera“.

Per fortuna che la stragrande maggioranza degli “stranieri” continua a dimostrarsi più intelligente dei loro oscuratori e a preferire la via dell’impegno collettivo, della solidarietà, dello sciopero, un’arma forse antica, ma ancora oggi insostituibile per chi reclama i diritti più elementari.

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