Il premier a Piazza Affari

La riforma del lavoro sarà approvata entro fine marzo, anche senza l’accordo con le parti sociali. Il presidente del Consiglio Mario Monti lo ha annunciato questa mattina davanti alla comunità finanziaria a Piazza Affari e ha ribadito che, nonostante la recessione, non ci sarà bisogno di una nuova manovra.

Il governo, che intende “lasciare il paese “fuori dall’emergenza”, è “fiducioso” che si possa arrivare ad un piano condiviso su occupazione e articolo 18 che, però, sarà presentato in Parlamento “entro fine marzo”, a prescindere dall’intesa. Dal punto di vista fiscale, Monti ha espresso “l’obiettivo di far affluire ai contribuenti onesti, in forma di minore aggravio, il gettito della lotta accresciuta contro l’evasione” e il premier ha annunciato che venerdì il pacchetto di semplificazione sarà all’esame del Cdm. Tra le misure previste anche il taglio di tre punti dell’Irpef per i redditi più bassi e la revisione delle detrazioni e agevolazioni fiscali. Non rientra tra le priorità del governo invece una riforma sulle authority perché, ha spiegato, “siamo lì per poco tempo e dobbiamo commisurare tempo, ambizioni e priorità”.

In primo piano anche il valore dei mercati e di Piazza Affari perché “una Borsa valori con più società quotate e un maggior numero di pmi può dare un contributo fondamentale alla crescita del paese”. Sulla governance europea, ha detto Monti, “abbiamo cercato di togliere l’Italia dalla lista dei problemi per passare alla lista di coloro che contribuiscono a trovare soluzioni” e ha smentito l’ipotesi di una nuova manovra e “perché nelle nostre previsioni sono incorporati margini di prudenza”.

Il premier ritiene inoltre che “l’Italia non può crescere da sola” ma che “il gioco in Ue deve essere più ampio” rispetto a Francia e Germania, con uno sguardo su quei “Paesi fuori dall’eurozona con voglia di riforma e di crescita”. Parlando delle nuove regole di bilancio della Ue, Monti ritiene “importante” anche la firma del fiscal compact da parte del Consiglio europeo il primo marzo “perché cristallizza la disciplina di bilancio” e ricorda che “ora le energie dovranno essere dedicate alla crescita”. Il governo inoltre è favorevole all’introduzione dellaTobin tax a livello europeo, ma non nazionale, come invece intende fare Sarkozy in Francia. L’imposta sulle transazioni, infatti, non è considerata “una soluzione, ma un segno che il vorticoso rigiro di attività finanziarie può dare un contributo sul piano fiscale”.

Monti ha poi concluso l’incontro con un significativo riferimento alla trasparenza della Casta: domani, infatti, sui siti dei ministeri saranno pubblicate le dichiarazioni patrimoniali dei membri del governo “anche se non richieste dalla legge” e in seguito, ha aggiunto, “proporrò che tutto il personale politico e amministrativo di alto livello si sottoponga a qualcosa di analogo”.

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