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L’italiano televisivo: sportivo e cattolico

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Cosa guarda l’italiano fra le 6:30 e le 10 del mattino, appena sveglio o ancora a letto, mentre esce per lavoro o rincasa il sabato notte? L’indagine parte il 1° ottobre e finisce il 24 novembre, due mesi autunnali, due mesi di pubblico numeroso: dentro ci sono giorni feriali, festivi e ponti; grandi eventi o serie infinite.

L’appuntamento sportivo stravince, anche se capita ogni quindici giorni: fra 194 manifestazioni monitorate, le prime 4 posizioni sono un dominio Formula 1 con un picco di 3,3 milioni di telespettatori e 41 per cento di share su Rai 1, un risultato straordinario per la televisione mattutina che si riaccende lentamente. Dunque, italiano sportivo. E poi cattolico: le messe celebrate dal Papa, quindi domenicali, attirano sempre 1,5 milioni di telespettatori.

E l’informazione dov’è? Tranne Omnibus che gira a rullo continuo, la domenica c’è pochino, e si vede osservare la settimane. A parte i telegiornali, che siano Rai 1 o Canale 5, stupisce che la rubrica più vista sia La telefonata di Maurizio Belpietro su Mediaset, 15,6 per cento di share che vuol dire 850 mila utenti. Anche il cartone animato Heidi, ormai invecchiata, piace ancora: 11 per cento di share, 690 mila telespettatori.

E la crisi economica, in fondo, ci interessa davvero: bene Borse e monete su Canale 5, quasi 20 per cento di share e 700 mila italiani. O il traffico, se volete. Agorà di Andrea Vianello ha anticipato di un’ora la partenza – non più 9, ma 8 – per contrastare Omnibus su La 7, e la scelta fa bene: quasi 10 per cento di share, 526 mila telespettatori. Mentre il programma di La 7 si ferma al 5,3 e 312 mila utenti (la media s’abbassa perché conta l’edizione del fine settimana).

Non c’è tantissima informazione di mattina, anche se qualche anno fa, senza contare i telegiornali, era prossima allo zero. Va dato il merito a La 7 di aver aperto un varco con Omnibus, subito sfruttato da Mediaset e per ultimo dal servizio pubblico. Non è facile servire notizie politiche o economiche, soprattutto in questo periodo, insieme con la colazione appena svegli o si va in ufficio. Magari va fatto senza ripetere il teatrino che chiude a notte inoltrata con Porta a Porta e Matrix, che spesso nemmeno fanno informazione, ma esclusivamente intrattenimento.

Il pubblico di colazione resta un pubblico di casalinghe in particolare, e anche abbastanza distratto. Non si sta seduti comodamente sul divano né si sta cenando in coda a una giornata, nel momento in cui si riavvolgono notizie italiane ed estere, che a volte si mescolano. C’è un difetto, un limite di pubblico e di attenzione di editori e inserzionisti: puoi anche sfondare alle 7:30, ma la vera pubblicità la prendi in prima serata.

Però, c’è un vantaggio: senza l’ansia da prestazione, e senza il rischio di dilapidare un patrimonio, di mattina si può sperimentare. Non informazione e contenitori, anche rubriche di settore (moda, sport, finanza, cultura, libri). La 7 ci prova spesso, Mediaset a volte, la Rai mai.

Elaborazione Studio Frasi su dati Auditel

Il Fatto Quotidiano, 27 novembre 2011

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