Armi da guerra della camorra sono state ritrovate questa mattina, durante una perquisizione, in una villetta di San Cipriano di Aversa, in via Pietro Bembo, nell’abitazione di proprietà di un insospettabile muratore, il 42enne Nicola Pagano, con piccoli precedenti per falso, emissione di assegni a vuoto, ricettazione.

L’arsenale era nascosto in un borsone dietro una parete ricavata da un muro all’interno del garage dell’abitazione. Il ritrovamento è stato effettuato dalla Squadra Mobile di Caserta, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura Distrettuale di Napoli, e disposte per fare terra bruciata proprio intorno al boss latitante, Michele Zagaria. Le armi, ben lubrificate nei meccanismi di sparo e pronte all’uso, sono in grado di perforare auto corazzate. Si tratta di 2 mitra AK 47 Kalashnikov, un mitragliatore Breda Mg 15, un mitra Zagi M 91 munito di silenziatore, un fucile da caccia Benelli calibro 12 con la canna segata, cinque caricatori e centinaia di cartucce calibro 7.62 e calibro 12.

Gli agenti della Squadra Mobile sono stati insospettiti da una vistosa macchia di umidità su un tramezzo del garage e poi dal fatto che il proprietario dell’abitazione, con un pretesto, tentava di distogliere la loro attenzione dal vano e di farli allontanare. Era più che evidente che vicino a quella parete qualcuno aveva fatto da poco dei lavori e dietro ci poteva essere un bunker. Hanno provveduto così ad abbattere la parete con martelli pneumatici, sicuri di trovare qualcosa che collegasse quel vano a qualche latitante e in particolare a Michele Zagaria. Hanno avuto ragione.

I poliziotti sanno bene che i clan della camorra si avvalgono sempre più spesso di fiancheggiatori apparentemente a loro estranei, come appunto Nicola Pagano, che non risulta frequentare esponenti del clan camorristico. Gli agenti della squadra mobile e i pm della Dda stanno ora accertando a cosa servissero le armi, che non sono del genere utilizzato per estorsioni o rapine. Secondo la polizia, per la sua enorme capacità di fuoco, l’arsenale individuato oggi a San Cipriano d’Aversa, è il più pericoloso tra quelli scoperti nel Casertano dall’inizio del 2011. Il sospetto è che, come hanno raccontato diversi collaboratori di giustizia, i fucili, ed in particolare quello che spara proiettili perforanti, dovessero servire per un attentato ai danni di magistrati. Nicola Pagano, che è ritenuto dagli investigatori contiguo all’ala Zagaria della cosca di Casal di Principe, è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di San Tammaro mentre per l’abitazione è stato disposto il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria.

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