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Renzi si vuol fare l’opposizione da solo!

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Torno sul caso Renzi a una settimana dalla Leopolda perché ho avuto un pensiero agghiacciante.

Tempo fa, molto prima del voto per i referendum ignorati prima dal Pd e poi ovviamente ricoperti da tale partito con un tardivo e fastidioso cappello, circolava una battuta: “La sinistra può vincere solo se, come segretario, elegge Berlusconi”. Ora quella battuta già mi era circolata in mente quando assistei, come molti basito, al pellegrinaggio del Supergiovane politico ad Arcore.

Quella battuta mi è sembrata un po’ meno una battuta quando ho appreso che il Renzi è in stretti rapporti (e non penso solo di simpatia reciproca) con i ciellini; i quali, ovviamente, provano simpatia per qualcuno solo quando possono assoldarlo nelle loro file oppure trarne un qualche vantaggio.

La battuta mi è parsa un presagio quando ho appreso che il grande regista dell’operazione Renzi è Giorgio Gori e in prima fila alla Leopolda c’era l’ex giocatore Costacurta. Non è che all’apice del suo delirio di potere, come Chaplin che danzava col mondo nelle vesti di Hinckel, il B. sta tentando di costruirsi un’opposizione? Ovviamente ad hoc, cioè un’opposizione che non si dice berlusconiana ma pensa da berlusconiana, agisce da berlusconiana  e assume come propria caratteristica (guarda guarda…) quel giovanilismo come valore che porta un uomo di 75 anni a farsi fotografare in bandana al mare, che frequenta minorenni etc etc.

Un’opposizione che avrebbe nel mitico (…) Billy un simbolo perfetto: bello con bella moglie (che è stata anche la fidanzata di Tomba tanto tempo fa, il che depone a favore delle sue capacità di comprensione dell’altrui eloquio), di destra ma che guarda a sinistra, ma che non ama quelli di sinistra e a Vendola preferisce la Santanchè, che non si interessa di politica ma potrebbe entrare in politica. Un perfetto tutto (o niente) che per l’appunto potrebe dare vita ad un’opposizione su misura come i pacchetti di Sky o di Mediaset Premium.

Corrado Guzzanti faceva dire al “suo” Rutelli nell’Ottavo nano: “A Berluscò, ricordate degli amici!”. Non è che B. degli amici dell’opposizione che l’opposizione non gliel’hanno fatta si ricorda benissimo, talmente bene da sollevarli dall’oneroso incarico di opporsi per costruirsela da solo, un’opposizione?

Il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2011

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