E’ attesa per oggi  la sentenzadel processo sulla tentata scalata a Bnl da parte di Unipol in cui sono imputati tra gli altri l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, l’ex numero uno della compagnia assicuratrice bolognese Giovanni Consorte, gli immobiliaristi Stefano Ricucci e Danilo Coppola oltre ad alcuni banchieri. le accuse sono di aggiotaggio, ostacolo all’attività degli organi di vigilanza e, per il solo Consorte, insider trading.

Il 20 aprile scorso, al termine della sua requisitoria il pm Luigi Orsi aveva snocciolato le richieste di condanna: 4 anni e 7 mesi di carcere e un milione e 200mila euro di multa per Consorte, 4 anni e 4 mesi e un milione e 100mila euro di multa per Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri; 3 anni e 6 mesi e 700mila euro per Fazio e 3 anni e 4 mesi per l’allora capo della vigilanza Francesco Frasca. Considerando che l’ex ad di Bpi Gianpiero Fiorani ha già patteggiato, per Giovanni Berneschi, attuale presidente di Carige, Divo Gronchi e Giovanni Zonin (Popolare Vicenza) e Guido Leoni (Popolare Emilia Romagna) sono stati chiesti 3 anni di reclusione e 600 mila euro di multa. Riguardo ai cosiddetti contropattisti la richiesta è stata di 4 anni e un milione di multa per Francesco Gaetano Caltagirone, di 3 anni e 600mila euro per gli immobiliaristi Stefano Ricucci, Danilo Coppola, Giuseppe Statuto, i fratelli Lonati, l’ europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore, fino a scendere ai 2 anni e 400mila euro di multa per Giulio Grazioli. Il pm ha chiesto l’assoluzione per l’attuale presidente di Unipol Pierluigi Stefanini, per il finanziere Emilio Gnutti e per due manager di Deutsche Bank, Filippo de Nicolais e Rafael Gil-Alberdi. Chieste le condanne anche per cinque delle sette società imputate, in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Per Unipol è stata chiesta una sanzione pecuniaria di 975mila euro mentre per Carige, le tre popolari e l’istituto di credito tedesco 600 mila euro di sanzione.

Il pm, nella sua dura requisitoria aveva sostenuto che Giovanni Consorte, Ivano Sacchetti e Carlo Cimbri, vertici “intercambiabili” di Unipol ai tempi della tentata scalata a Bnl, sono stati i “motori” di quell’operazione avvenuta “sotto la regia” di Banca d’Italia e del suo governatore Antonio Fazio. Proprio all’ex governatore Orsi ha riservato i giudizi più pesanti sostenendo che “non ha nascosto la visione medievale dei suoi poteri di vigilanza” volti a difendere l’ italianità del sistema bancario e che, “come uno che guida la macchina un pò fuori dalle regole, non fa l’arbitro ma il giocatore di una partita”, si serve delle “capacità tecniche” del suo braccio destro, Francesco Frasca, e di alcune banche, la “guardia pretoriana”, per fermare “l’assalto” dello straniero. Secondo il pm, Antonio Fazio si muove come “un capo dell’esercito che dice ai suoi uomini di sparare sui cittadini”.

Nella requisitoria Orsi ha documentato anche con le telefonate la “maliziosa reticenza” di Unipol nelle sue comunicazioni al mercato che “non corrispondevano alla realtà” e ha definito l’operazione di “portata sistemica” perchè ha riguardato “la politica della vigilanza bancaria in quel momento in Italia”. Gli imputati, aveva concluso, hanno tenuto una condotta di aggiotaggio che “non si è mai vista nè in Italia nè nel mondo: c’è gente che si è messa d’accordo con il governatore” che con Frasca aveva “una sinergia letale”.

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