“Era un ragazzo di altri tempi, un ragazzo con dei valori che gli ha dato la famiglia, il papà, la mamma, con la sua fidanzatina. Un giovane senza avere tanti altri grilli per la testa, un ragazzo con tanti sogni e ambizioni e tanta amicizia per tutti”. Il manager di Marco Simoncelli, Carlo Pernat, intervistato al Tg1 delle 13.30, ricorda così il pilota morto oggi a Sepang.

“Le partite di scopone, i nostri viaggi in America, la voglia di arrivare – continua Pernat – era tutta in lui, era veramente dentro di lui, c’era questa voglia di successo perché sapeva di poterlo avere. C’era arrivato con tante difficoltà ma c’era arrivato grazie alla sua famiglia, onestamente grazie a suo padre, grazie a sua madre che l’avevano anche, secondo me, tenuto sotto una campana di vetro. Ripeto, un ragazzo di altri tempi, simpatico, non c’era una persona che non salutava, forse lo attaccavano anche un pò troppo, non diceva mai di no ad un autografo e se era anche arrabbiato lo faceva lo stesso. Questo tanto per far capire chi era Marco Simoncelli. D’altronde, è uno sport pericoloso – conclude – anche se queste cose non dovrebbero succedere, ma il mondo è questo. Ce lo ricorderemo sempre come un futuro campione del mondo”.

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