Sciopero della fame con presidio a oltranza in piazza Re Enzo e petizione popolare. L’Usb si ribella contro la decisione del sindaco di Bologna Virginio Merola di interrompere le relazioni sindacali e annuncia a una serie di proteste. “Circa un mese fa – racconta il segretario dell’Usb Massimo Betti – abbiamo ricevuto due righe firmate dal sindaco, con cui si comunicava formalmente l’intenzione di troncare ogni dialogo con noi. È un gesto antidemocratico che ci riporta indietro di 10 anni”.

La lettera, datata 29 settembre e firmata direttamente dal sindaco Merola, cancella con un tratto di penna l’accordo firmato il 13 luglio 2006, durante la giunta Cofferati. “Il protocollo – ricorda Betti – fu il risultato di una lunga discussione in consiglio comunale e riconosceva al sindacato di base, alla luce della propria presenza attiva tra i lavoratori, un ruolo di interlocutore con il governo della città, a prescindere dalla condivisione o meno delle rivendicazioni e delle varie posizioni”. Mentre in questo caso “non è stata una decisione discussa e condivisa in Comune”.

Con la revoca del protocollo, l’Usb viene escluso dal dialogo su tutto ciò che non riguarda strettamente il contratto di lavoro, garantito per legge. Ossia il bilancio e la gestione dei diversi settori, dal welfare agli asili nido. Secondo l’Usb si tratta di “un tentativo di tappare la bocca all’unica forza sindacale che finora ha contrastato le scelte della giunta comunale, le quali pesano molto di più della propaganda, fatta di continue e contraddittorie dichiarazioni del sindaco e realizzata con l’esplicito sostegno dei poteri forti della città – dalle imprese private e cooperative ai vertici ecclesiastici”.

Per questo lunedì l’Usb darà il via una serie di proteste pubbliche. Primo fra tutti uno sciopero della fame a rotazione di diversi delegati. Allo stesso tempo sarà allestito un tendone permanente in piazza Re Enzo, dove saranno raccolte le firme per chiedere il ripristino dell’accordo del 2006. “Ma se il sindaco non deciderà di fare un passo indietro – aggiunge Betti – siamo pronti ad andare avanti a oltranza con altre mobilitazioni. Vogliamo far comprendere la gravità del gesto a tutti i politici che siedono a Palazzo d’Accursio”.

Si fa sempre più teso quindi il rapporto tra Merola e la sigla di base. Già a metà luglio, dopo la chiusura degli uffici di Liber Paradisus per la presenza di legionella, il sindaco aveva avuto un duro botta e risposta con i delegati dell’Usb. Tanto da decidere di cancellare dalla sua agenda “ogni incontro bilaterale tra comune e sindacato di base”.

g.z.

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