Al Circolo della Stampa di Milano si è svolto un incontro sul tema “quale futuro per il giornalismo: lavoratori autonomi, free lance e precari”, a margine del quale, proprio un gruppo di lavoratori precari è intervenuto per cercare di raccontare il loro punto di vista: “Una realtà lavorativa drammatica” — sostiene Francesco Magnani dell’agenzia di stampa Ansa – “fatta di responsabilità redazionali, disponibilità di orari pressoché illimitata, per un compenso irrisorio: al limite dello sfruttamento”. Paradigmatico della condizione del giornalista precario è il racconto di una collega, che rilascia l’intervista senza voler comparire “per timore di ritorsioni ed essere licenziata” nonostante un contratto di categoria da poco sottoscritto, in cui riporta orari di lavoro, incarico (con responsabilità da capo-redattore), compensi e orari non adeguati, condizioni che dovrebbero essere cambiate semplicemente “perché questo meccanismo non ci permette bene di fare il nostro lavoro”.
di GiovanniJ Lucci

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