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No alle leggi speciali, sì al corteo della Fiom

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Comprendiamo il senso della provocazione lanciata da Antonio  Di Pietro sulla necessità di stroncare sul nascere la violenza e ogni forma di illegalità, ma il riferimento alla legge Reale e ai provvedimenti eccezionali non ci ha convinto. Questa Italia, purtroppo, è già stravolta dalla eccezionalità e dai comportamenti speciali, anzi specialissimi, a tal punto che una banda  di incappucciati da anni fa quello che le pare, anche in aperto disprezzo della legalità repubblicana e della carta costituzionale.

L’Italia non ha bisogno né di leggi speciali, né di uomini della provvidenza; anche in materia di ordine pubblico sarebbe sufficiente che, finalmente , si tornasse al rispetto ordinario delle norme, al principio di uguaglianza  tra i cittadini e al decoro dovuto a chi contrasta l’illegalità e le mafie di ogni tipo, a cominciare dai magistrati. Non servono leggi speciali, bensì comportamenti ordinari e governanti che non sputino sulla Costituzione,  solo questo servirebbe  alla Repubblica.

Non vorremmo, infine, che tra i provvedimenti eccezionali invocati dal ministro Maroni rientrasse anche la notizia che potrebbe essere probito il corteo annunciato per venerdì prossimo a Roma dalla Fiom per richiamare l’attenzione sulla gravissima  situazione dei lavoratori della Fiat e della Fincantieri. Proibire quel corteo sarebbe un atto gravissimo, anche perché quelle tute blu e il loro sindacato sono sempre stati in prima fila nella difesa della Costituzione contro ogni  forma di eversione e di terrorismo.

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