Chissà che l’opposizione italiana non impari da quello che avviene oltreoceano (metto subito le mani avanti: sono la prima ad avere poche speranze). Come fa notare Massimo Gaggi sul Corriere della Sera di oggi, sono in molti a ritenere che ci sia lo zampino di Obama nella crescita del movimento degli indignados di Wall Street. Quello che potrebbe apparire come un controsenso (perché un uomo del potere vorrebbe aiutare i contestatari del potere stesso?) invece fila liscio: i ragazzi di OccupyWallSt.org riequilibrano il dibattito americano a sinistra e aiutano a contrastare il Tea Party. Sì, perché fino a oggi gli estremisti di destra sono riusciti a monopolizzare il dibattito pubblico (dai demenziali dubbi sul credo musulmano di Obama, ai ben più pericolosi contrasti alla riforma sanitaria e alle tasse ai ricchi) e a mettere al tappeto il presidente del “Yes we can”. Oggi, invece, Obama potrebbe giovare del confronto fra le due ali estreme, perché si ritroverebbe in una posizione mediana, o se vogliamo un po’ più a sinistra, anziché essere il “socialista” che vuole fare degli Stati Uniti la Russia del terzo millennio.

E che c’entra il Pd del “se pò fà”? Tutto. Infatti sostituendo i fattori il risultato non cambia. Al posto del Tea Party possiamo inserire i vari Roccella e Quagliariello per le questioni bioetiche e dei diritti civili, Ghedini e Santanchè per tutto ciò che riguarda Berlusconi, Bossi e Maroni per l’immigrazione e Sacconi e Tremonti per la crisi e il precariato (Brunetta non pervenuto perché impegnato a dire una serie di scemenze che non riescono a essere prese sul serio neanche nel tramortito panorama italiano). Ogni giorno le dichiarazioni di questi signori vengono sparate a tutto volume dai propagandieri Minzolini, Vespa e soci (per Fede vale lo stesso discorso fatto sopra per Brunetta). Chi c’è dall’altra parte a contrastare cotante scemenze e offese alla verità? Bene, è questo il nostro problema. Il Partito democratico, che occupa la posizione di principale partito dell’opposizione, non è assolutamente in grado di dare risposte credibili per controbilanciare una visione del mondo a uso e consumo di Berlusconi e contraria alla dignità umana, e questo perché non ha una risposta per nessun argomento all’ordine del giorno del paese.

Di seguito alcuni (fra i tanti) esempi:

  • Testamento biologico. La posizione espressa dal capogruppo del Pd alla Camera Dario Franceschini è la seguente: “Ci siamo a lungo confrontati al nostro interno su un tema così delicato, come normale che sia in un grande partito composto da laici e cattolici, ma da sempre abbiamo convenuto che sul voto sarebbe stato indispensabile lasciare a ciascuno una scelta in libertà di coscienza“. Bene, è evidente che dal loro confronto non è emerso nulla. Non sorprende.
  • Unioni degli omosessuali. Celeberrima ormai la dichiarazione di Massimo D’Alema, che nel Pd non è di certo l’ultimo arrivato: “Il matrimonio è l’unione tra persone di sesso diverso, finalizzato alla procreazione, tra uomo e donna. Questo dice la Costituzione. Le organizzazioni serie del movimento omosessuale non hanno mai chiesto di andarsi a sposare in chiesa, chiedendo invece altro”. Da quando dal partito se ne è andata la Binetti, fanno a gara per chi è più omofobo, con buona pace di Paola Concia, l’unica in un Parlamento di 1.000 membri a dichiararsi omosessuale (decisamente fuori dalla media italiana… Ricorda un po’ la dichiarazione di Ahmadinejad alla Columbia university: “In Iran non ci sono gay“).
  • Immigrazione. E’ utile andare direttamente alla fonte (anche perché nel Pd ci sono molte teste), e non c’è niente di meglio del documento del Forum Pd Immigrazione approvato dall’assemblea nazionale del Pd, che parte proprio così: “Gli accordi bilaterali avviati dai governi di centrosinistra hanno dimostrato di essere la strada più efficace per governare l’immigrazione“. I libici ancora ringraziano Romano Prodi per la firma al Trattato di amicizia Italia-Libia, con cui l’Italia si è macchiata dell’alleanza con un sanguinario dittatore, concedendogli tutti gli onori di un Capo di stato e dandogli il bene placito a commettere le peggiori angherie e violenze contro gli immigrati africani rinchiusi nelle sue prigioni (quelli che appunto si voleva “governare”, cioè non farli attraccare sulle nostre coste).

Mi fermo qui – anche perché potremmo andare avanti all’infinito – che bastonare il Pd fa male prima di tutto a chi vorrebbe veramente un’opposizione forte in grado di mandare a casa la corte di un imperatore in acuto declino. Il punto è chiaro: finché il Partito democratico non avrà il coraggio di esprimere con decisione e chiarezza le sue posizioni di centro-sinistra su tutti i temi politici (quindi sì a unione/matrimonio gay, sì a eutanasia, etc.), sarà destinato a perdere. E finché sarà un partito composto da tante teste che non riescono a mettersi d’accordo su nulla e che hanno come priorità la preservazione della poltrona, saremo condannati a tenerci Berlusconi.

Secondo voi come se ne esce?

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