Multavano gli automobilisti, ma trattenevano per sè una parte dei soldi, truccando il verbale delle contravvenzioni.

E’successo ad Arconate, neanche settemila abitanti in provincia di Milano, nonché comune noto alle cronache per essere la città natale del senatore Mario Mantovani, coordinatore del Pdl in Lombardia e sindaco della cittadina, oltre che sottosegretario agli Interni. Il comandante dei vigili urbani Pierangelo Valorio e i due agenti Massimo Castrucci e Christian Festa sono stati arrestati oggi dopo che il gip di Milano Bruno Giordano ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei loro confronti. Le indagini, condotte dai carabinieri di Monza e della compagnia di Legnano, erano partite dopo la denuncia di un automobilista, e riguardano il periodo tra il settembre 2009 l’aprile 2010. In quel lasso di tempo, il capo dei vigili e i due agenti hanno emesso un centinaio di multe. Delle quali hanno intascato una consistente percentuale.

Con il seguente meccanismo: all’automobilista fermato contestavano violazioni gravi del codice della strada, elevando multe tra i 200 e i 600 euro. Poi si facevano consegnare la patente e la restituivano al titolare solo dopo che aveva versato in contanti l’ammontare della contravvenzione alla cassa della polizia locale. Ma a fine mese, quando arrivava il momento di girare l’incasso delle multe all’amministrazione comunale di Arconate, i tre versavano molto meno di quanto effettivamente riscosso. E per giustificare la differenza truccavano la multa con una cifra più bassa di quella pagata dall’automobilista.

Alcuni verbali, nel corso degli accertamenti, non sono stati nemmeno ritrovati: l’ipotesi è che siano stati fatti sparire. Da quanto emerso dalle indagini, poi, pare che in qualche caso i tre vigili avessero assicurato l’automobilista, purché pagasse immediatamente, di essere disposti a chiudere un occhio sul fatto che l’infrazione contestata prevedeva il ritiro della patente o la decurtazione dei punti. In modo che il malcapitato di turno si precipitava a versare i soldi in contanti pur di evitare il peggio. Ha funzionato per più di un anno, fino a quando una delle vittime ha deciso di denunciare.

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