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Expo 2015, arriva la prima partnership
Telecom Italia investe 43 milioni di euro

La compagnia di telecomunicazioni ha vinto la gara d'appalto e promette di fare di Milano una "digital smart city". Il governatore Roberto Formigoni: "Sarà un'esposizione divertente, scintillante, provocatoria". E si dice d'accordo con la richiesta di deroga al patto di stabilità avanzata da Pisapia al governo.
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Marco Patuano, Roberto Formigoni e Giuseppe Sala

Dopo l’appello lanciato dagli organizzatori dell’Expo 2015 a Milano per attirare finanziatori, il primo partner è arrivato: è Telecom Italia, vincitrice della gara d’appalto “alla quale – ha sottolineato il governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni nella conferenza stampa di questa mattina – avevano partecipato tanti altri privati perché hanno capito la grande occasione che Expo rappresenta, rovesciando così quella visione pessimistica e scettica che vede questo grande evento come una struttura rachitica, perennemente bisognosa di aiuto economico”.

I soldi, a dire la verità, ci sono eccome: 43 milioni di euro è la cifra che Telecom mette a disposizione in contributi finanziari, beni e servizi. “Non siamo uno sponsor, ma un partner”, ha precisato l’amministratore delegato della società di telecomunicazioni Marco Patuano. Non si tratta, cioè, di finanziamenti in cambio di mera pubblicità, ma di una collaborazione per un obiettivo comune. L’ad di Expo Giuseppe Sala ha assicurato: tutto ciò che verrà realizzato in occasione dell’esposizione universale non sarà temporaneo ma resterà a disposizione della città di Milano. E facendo proprio lo slogan del sindaco Giuliano Pisapia ha aggiunto: “Sentiamo che il vento sta cambiando”. Il progetto di Telecom, ha spiegato poi Patuano, è fare del capoluogo lombardo una “digital smart city”, con investimenti non solo nella fibra, ma anche in infrastrutture di cloud computing “e molti altri device di nuova generazione, in un crescendo di know how tecnologico”.

I Paesi che hanno aderito all’invito a partecipare sono 53, ha evidenziato Formigoni, che ha aggiunto: “Questi non sono solo segnali, sono fatti: la stampa straniera parla male dell’Italia, però poi i governi degli altri Paesi corrono ad iscriversi all’Expo, il che vuol dire che c’è interesse per quello che succede a Milano, in Lombardia, in Italia”. E sul suo ruolo di commissario generale per l’Expo, ha fatto sapere che la struttura che lo affiancherà sarà “a costo zero, perché composta tutta da persone che lavorano già nelle amministrazioni “. Nessun passaggio sui tagli agli enti locali operati dal governo, ma pungolato dai giornalisti riguardo alla richiesta di deroga al patto di stabilità avanzata dal sindaco Pisapia, il governatore ha fatto sapere di appoggiarla “perché è chiaro che con la crisi attuale ci sono maggiori difficoltà”. E riguardo ai rapporti con l’esecutivo, non ha nascosto di aver “fatto delle specifiche richieste”, dicendosi “convinto che quando siederemo tutti attorno ad un tavolo ci troveremo d’accordo”. Poi ha concluso: “sarà un’Expo divertente, scintillante, provocatoria”.

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