“Bonanni dì qualcosa da sindacalista”. Potrebbe essere riassunta così la critica rivolta questa mattina al segretario della Cisl Raffaele Bonanni, durante l’intervento di questa mattina al centro congressi Ville Ponti di Varese, nell’ambito del consiglio generale degli iscritti Cisl, allargato a tutti i direttivi di categoria. Il segretario della Cisl è stato interrotto ben due volte durante il suo discorso. Oltre ad essere stato criticato indirettamente dagli altri relatori, che hanno chiesto una linea più decisa sulla manovra e sulle politiche del governo Berlusconi, Bonanni è stato contestato frontalmente e in maniera vibrante da buona parte della folta platea (oltre trecento i tesserati presenti).

Nel mirino sono finite le posizioni troppo morbide espresse dal sindacato nei confronti del governo. A darne notizia è il quotidiano locale La Provincia di Varese. Quando il segretario ha cercato di parlare della necessità di infrastrutture, criticando il movimento No Tav, è stato bersagliato dalle grida di protesta che si sono levate dal pubblico: “Basta, vogliamo altro”. Il sindacalista ha fatto un intervento molto politico, parlando della necessità di tagliare i costi della spesa pubblica, indicando come centri di costo le strutture di sottogoverno e le municipalizzate, rincarando la dose sugli enti locali, dicendo: “Le Regioni – ha detto – sono come Stati, le Province vanno abolite mentre di Comuni ne basterebbero la metà per fornire i servizi”, sottolineando la necessità di mantenere aperto il dialogo con il Governo. Su questa affermazione il discorso è stato addirittura interrotto dalle proteste.

Bonanni è tornato anche sul tema dell’articolo 8: “Abbiamo ottenuto che i sindacati fossero veri sindacati, ovvero i tre più comparativamente rappresentativi”. Nelle scorse ore aveva detto che si è fatto troppo allarmismo sul tema, affermando che, anche se la legge lo consente, il sindacato non si sognerà mai di derogare al contratto nazionale per licenziare. Una posizione che ha incassato il sostegno divertito del ministro Sacconi, che per spiegare le sue ragioni aveva anche adoperato la barzelletta delle suore violentate a mo di metafora. Dopo le due interruzioni Raffaele Bonanni è tornato a parlare, cercando di recuperare la platea con argomenti più marcatamente sindacali e posizioni più critiche nei confronti del governo, sottolineando come ci sia la necessità di rivedere in parte la manovra. Ma ormai la frittata era stata fatta.

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