Entrato in consiglio comunale a Modena come un leghista qualunque, nel giro di tre anni, Stefano Barberini è diventato il capogruppo del partito di Umberto Bossi; Mauro Manfredini, prima e Nicola Rossi, poi, hanno lasciato il posto al vivace ed incontenibile contestatore verde; sui giornali e durante i consigli comunali, grida e grevi provocazioni, parolacce varie, hanno caratterizzato gli interventi del capogruppo; alcuni scontri con gli assessori Sitta e Marino hanno fatto letteratura (non proprio alta).

Ora da Facebook, Barberini lancia insieme al sindaco di Sassuolo Luca Caselli il progetto “Gli asfaltatori”, facendo il verso ai rottamatori di Matteo Renzi; il primo appuntamento mercoledì prossimo a Modena; qualche dubbio però francamente ce l’ho: Lega e Pdl sono al termine del loro connubio (Pontida ha parlato chiaro), il gruppo leghista in Comune è piuttosto acciaccato (sono troppo buono), abbiamo forse perso qualche pezzo? Barberini è pronto per il trasferimento alla corte di Arcore? La mia idea è che alle primarie del futuro candidato sindaco di centrodestra lui ci sarà, ma che la Lega sarà lì a sostenerlo, francamente no, dalle bachece di Facebook avremo le risposte.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Non saremo per sempre precari

prev
Articolo Successivo

Il lavoro dei partigiani per uscire dal berlusconismo

next