No, questa non è una normale intervista sulla precarietà a un ministro del governo Berlusconi. E’ un corpo a corpo. E visto che il contendente è Renato Brunetta, nessuno potrebbe dire di esserne uscito completamente incolume, men che meno io. Le regole di ingaggio erano fissate. Ti chiama il ministro e ti dice: “Mi avete massacrato sul Fatto”. Chiedi: “Vi riferite al sito o la giornale?”. Sorriso: “Su tutti e due”. (Leggi l’articolo di Luca Telese)

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