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Napoli, dai diritti delle città a quelli delle donne

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Se la bella vittoria di Giuliano Pisapia a Milano annuncia la fine politica di Berlusconi, quella, altrettanto bella, di Luigi De Magistris a Napoli, assume, se possibile, un significato strategicamente ancora più importante, perché raggiunta in una situazione segnata anche dai fallimenti del centrosinistra e dalle divisioni del Partito democratico. La dimostrazione, cioè, che candidando le persone giuste e ricollegandosi alle aspirazioni profonde dell’elettorato la sinistra può sfondare anche nelle situazioni più difficili.

Voglio aggiungere che, grazie all’affermazione di Luigi De Magistris, entrerà nel Consiglio comunale di Napoli Elena Coccia, la cui elezione è anch’essa di grande importanza. Elena, con la quale apparteniamo oramai da qualche anno al comitato esecutivo dei giuristi democratici, è, come dice l’Espresso della settimana scorsa, “una tosta”. Ha sempre portato avanti i diritti delle donne anche nelle aule giudiziarie, soprattutto in casi di violenza e senza guardare in faccia nessuno, e ha prodotto approfondite elaborazioni, giuridiche e non solo, sul tema della famiglia.

La sua elezione mi sembra extremamente significativa perché l’affermazione dei diritti delle donne, o, come si usa dire nel gergo della cooperazione internazionale, il loro empowerment, è un fattore determinante nella lotta per la democrazia e per lo sviluppo, due temi oggi fondamentali anche per il nostro Paese e in particolare per il Mezzogiorno.

Se le donne sono fondamentali per la coesione e la riproduzione sociale, difenderne i diritti significa al tempo stesso garantire una migliore qualità della vita e della società, e non è un caso che oggi i loro diritti siano sotto il fuoco solo apparentemente contrapposto del fondamentalismo di mercato (modello olgettina) e di quello religioso.

Le giuriste democratiche sono da sempre in prima fila nella battaglia contro la violenza alle donne e voglio citare a tale proposito anche la giovane avvocata Barbara Spinelli, che ha scritto un libro sul femminicidio e segue da tempo le attività della relatrice delle Nazioni Unite sul tema, prossimamente in Italia per un giro d’incontri (di cui verrà data notizia in questo blog).

Contro le piaghe solo apparentemente contrapposte del bacchettonismo estremo e del vuoto libertinaggio alla Berlusconi o alla Strauss-Kahn, è oggi urgente rilanciare l’iniziativa per nuovi rapporti tra i generi, fondati su di una effettiva parità fra di essi e su percorsi di liberazione delle donne, ma anche degli uomini, dei gay, delle lesbiche e dei transessuali, dal patriarcato e dalla sua ideologia ammuffita e disumana, pilastro basilare dell’attuale ingiusto ordine sociale, e per una sessualità che sia condivisione di piacere e responsabilità e non già imposizione di potere, fisico o finanziario che sia.

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